Gasdotto TAP, il sindaco di Melendugno (LE): “Vogliamo continuare a manifestare pacificamente”

"Tengo a sottolineare la violenza della società Tap che vuole continuare a fare dei lavori che mancano di tutte le autorizzazioni"

LaPresse/Donato Fasano

“Noi vogliamo continuare a manifestare la contrarietà delle nostre comunità in maniera pacifica e democratica, senza atti di violenza. Quindi qualsiasi episodio che trascenda questa volontà è da evitare e non lo condividiamo. Tengo a sottolineare la violenza della società Tap che vuole continuare a fare dei lavori che mancano di tutte le autorizzazioni”. Lo dice Marco Potì, sindaco di Melendugno, in provincia di Lecce, rispondendo a una domanda dell’Adnkronos sulla possibilità che il Salento possa diventare la nuova ‘Val Susa’ (Tav ndr), visto il clima di tensione che si respira intorno al progetto del gasdotto in corso di costruzione tra Azerbaijan ed Europa, il cui approdo è previsto sulla costa di San Foca. “Per esempio al momento attuale – spiega – non sappiamo se hanno le autorizzazioni per realizzare la serra per lo stoccaggio temporaneo degli alberi espiantati con tanta fretta. Ieri mattina alle 9 hanno presentato una Comunicazione di inizio lavori accelerati (Cila ndr) e oggi stanno lavorando in base a questa Cila. Gli uffici stanno verificando la loro legittimità. Però non si può pensare – continua Potì – che prima si espiantano gli ulivi e poi si chiedono i permessi per realizzare la serra. Il progetto deve essere autorizzato completamente prima di fare le attività, altrimenti ci troviamo con le operazioni a metà: ulivi espiantati senza autorizzazione per la serra, preparazione dell’area di cantiere senza autorizzazione per il tunnel ecc.. Questo modo di procedere da parte di Tap e del Ministero che glielo concede – argomenta Potì – è una violenza sulle procedure e sulla legittimità delle opere”. Infatti anche sulla data di inizio effettivo dei lavori esistono tuttora delle incertezze, visto che ci sono delle procedure aperte al Ministero. Forse in autunno. “Se vengono date le autorizzazioni”, riprende Potì. ”Ma bisogna avere il beneficio del dubbio. Se loro invece sanno che le autorizzazioni le avranno significa che o sono dei maghi oppure hanno dei contatti molto spinti all’interno del Ministero dell’Ambiente. E questo mi dispiace perchè vuol dire che le procedure e le competenze non vengono rispettate”.