Holel Rigopiano, l’esperto: la Carta storica della Regione è approssimativa

"La Carta storica redatta dalla Regione riporta dati dal 1957 è poco significativo rispetto ad eventi che hanno tempi di osservazione molto lunghi"

LaPresse/Mario Sabatini

“La Carta storica redatta dalla Regione riporta dati dal 1957 in poi, con un altro grado di approssimazione, dato che l’arco di tempo esaminato, pari a 60 anni, è poco significativo rispetto ad eventi che hanno tempi di osservazione molto lunghi e poiché sono state utilizzate basi cartografiche con scale molto approssimative”. Lo afferma Marco Cordeschi, l’ingegnere specializzato in area montuose, che, per conto dei legali del Comune di Farindola, del sindaco Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli, ha realizzato uno studio sul modello della Carta di Localizzazione dei Pericoli da valanga (Clpv), compiuto attraverso rilievi sul posto e l’esame di immagini satellitari anteriori al disastro.

Dallo studio emerge che l’Hotel Rigopiano di Farindola, insieme ad altre quattro aree del comprensorio, si trovava in una zona a rischio valanga. “Questo studio presenta un livello di dettaglio molto più elevato – ha osservato Cordeschi -. Al contrario la Carta storica realizzata dalla Regione rappresenta uno strumento puramente compilativo e non può dare vita ad elaborazioni di alcun tipo”. Secondo l’avvocato Cristiana Valentini, che assiste Lacchetta e Colangeli, “con la Clpv sarebbe stato possibile prevedere la valanga e chiedere ai Comuni di gestire l’emergenza valanghe senza quella Carta è come chiedere ad un automobilista cieco di guidare una vettura”. Il climatologo Fazzini sottolinea che la realizzazione della Clpv “non comporta particolari difficoltà e tempi molto lunghi, tanto è vero che io ne ho realizzate 80 nel giro di due estati, in ambienti molto più complessi come quello delle Dolomiti”.