Morbillo, epidemia? Il Dottor Burioni commenta gli ultimi dati diffusi

La recente diffusione del morbillo ha generato una serie di reazioni contrastanti. Il dottor Burioni commenta gli ultimi dati diffusi da Ministero della Salute e Istituto superiore della sanità (ISS)

La recente diffusione del morbillo ha generato una serie di reazioni contrastanti. Se da un lato una parte della popolazione continua ad essere scettica nei confronti dell’uso del vaccino, la comunità scientifica si è schierata quasi all’unanimità in favore di questo supporto farmacologico. Oggi sono stati diffusi i nuovi dati, mediante il bollettino settimanale nato per monitorare l’epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese, a cura di Ministero della Salute e Istituto superiore della sanità (ISS), giunto all’ottavo numero.

Il Dottor Roberto Burioni, che della sua competenza ne ha fatto una missione anche divulgativa, commenta così sul suo profilo Facebook questi ultimi dati: “La diffusione del morbillo in Italia è diventata critica. I casi segnalati sono quasi 2400 dall’inizio dell’anno e siamo in presenza di un’epidemia, che in un paese adeguatamente vaccinato non si verificherebbe. Quello che preoccupa, guardando la distribuzione regionale (come ha giustamente notato l’amico e collega Pier Luigi Lopalco) è che i casi sono al momento concentrati in regioni dove la copertura è relativamente alta e tutto fa prevedere che l’epidemia si sposterà verso zone dove la copertura è più bassa con conseguenze catastrofiche.”

“Di fronte a questo scenario molto negativo, – prosegue –  dobbiamo sperare che la fortuna ci aiuti: in altre parole che la malattia non si diffonda troppo rapidamente e che la chiusura delle scuole a giugno ci consenta qualche mese di respiro. Sperando nella buona sorte, ci sono secondo me due cose che devono essere fatte nel tempo (breve) che ci potrebbe essere concesso.

In primo luogo il governo, con l’atto più appropriato, deve stabilire in maniera inequivocabile e senza tentennamenti che all’inzio del prossimo anno scolastico saranno accettati nelle aule solo bambini vaccinati contro il morbillo. Come ha scritto benissimo oggi Sabino Cassese sul Corriere della Sera il diritto alla Salute prevale, anche secondo la nostra Carta Costituzionale, sul diritto all’Istruzione. Questo atto deve secondo me essere fatto subito, potenziando i servizi vaccinali in modo che i genitori abbiano tempo di vaccinare con un vaccino sicurissimo ed efficace i loro figli in tempo per l’inizio delle lezioni. Convincere, persuadere, informare, educare è giustissimo. Ma ora non c’è tempo: ci vuole l’obbligo. Però non basta.”

L’età mediana – specifica il Dottor Burioni – dei casi è di 27 anni: questa epidemia non è dovuta solo ai genitori che non vaccinano ora, ma a quelli che – per qualsiasi motivo – dal 1980 in poi non hanno vaccinato i loro figli contro il morbillo. I figli sono diventati adulti e si è accumulata una popolazione di individui suscettibili che sta alimentando l’epidemia. Qui non riesco a immaginare come si possa intervenire con una legge; per cui faccio un appello agli adulti, in particolare se nati dopo il 1980: se non siete certi di essere stati vaccinati con le prescritte due dosi di vaccino, oppure se non siete certi di avere avuto il morbillo parlatene immediatamente con il vostro medico e vaccinatevi: proteggerete voi stessi da una malattia particolarmente pericolosa e farete del bene alla società.

Purtroppo – si legge – un dato agghiacciante e è che 197 casi si sono verificati in operatori sanitari. In questo caso io voglio essere chiaro: un operatore sanitario che non si vaccina contro il morbillo e potenzialmente lo diffonde tra i pazienti io lo considero un criminale, e spero che la legge risolva anche questa vergogna intollerabile.

Mettendo in atto questi provvedimenti c’è la speranza che alla riapertura delle scuole il tasso di copertura vaccinale sia più alto, e l’epidemia si attenui.

Altrimenti corriamo il rischio, come ha detto un altro amico e collega, Luca Pani, che tra poco ci scappi qualche morto. A quel punto – conclude – sono certo che, come è avvenuto con la meningite, scoppierà il panico e non ci sarà bisogno di leggi, perché tutti correranno a vaccinarsi e il problema, almeno temporaneamente, sarà risolto.

Ma intanto qualche bambino sarà dentro una bara bianca e nessuna legge potrà tirarlo fuori. Per questo vorrei che la legge venisse fatta prima, in modo da fare sì che i bambini (e gli adulti) possano rimanere lontani dal cimitero e vicini all’affetto dei loro cari e dei loro amici.”