Protezione civile, Curcio: “I volontari possono essere determinanti nella ricostruzione dei territori”

Come può, il volontariato di protezione civile, aiutare, contribuire nella ricostruzione dei territori impegnati nel post-emergenza?

LaPresse/Mario Sabatini

Come può, il volontariato di protezione civile, aiutare, contribuire nella ricostruzione dei territori impegnati nel post-emergenza? È stata questa la domanda al centro di una delle tavole rotonde organizzate oggi a Lucca, nell’ambito del Festival del volontariato, alla quale ha partecipato, tra gli altri, il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio.
“Per rispondere a questa domanda dobbiamo partire dal contesto, dalla società dinamica all’interno della quale ci troviamo – ha ricordato Curcio – La sfida è riuscire a immaginare quali saranno le richieste dei cittadini, delle comunità tra cinque, dieci anni e pensare a come il volontariato possa organizzarsi, insieme alle istituzioni e a tutte le altre strutture che compongono il nostro straordinario servizio nazionale di protezione civile, per riuscire a intercettare e rispondere a queste esigenze”.
Riferendosi, poi, ai mesi trascorsi nei territori del Centro Italia “durante i quali le attività del volontariato sono state tante e davvero importanti per il supporto che hanno garantito alle comunità colpite” e ai mesi, agli anni futuri, Curcio ha ribadito come i volontari, “cittadini come noi, forse più consapevoli, possono fare davvero molto nel post-emergenza, se parliamo di ricostruire nel senso di fare prevenzione imparando dalle esperienze: i volontari possono essere sentinelle costantemente presenti, delle cartine di tornasole su ciò che funziona e ciò che deve essere potenziato nella quotidianità”. I volontari sono esempi, punti di riferimento per i propri concittadini “e in questo loro ruolo – ha chiuso il Capo del Dipartimento – possono davvero far fare uno scatto in avanti alla preparazione delle proprie comunità, aiutando, anche con una comunicazione chiara, semplice, condivisa, a comprendere correttamente i rischi e cosa ognuno di noi può fare per mitigarli”.