Quartieri car-free e città pedonali, così cambia la mobilità in Europa e nel mondo

Come sta cambiando la mobilità in Europa e nel mondo?

Dal sogno della walkable city di Stoccolma, al quartiere car free di Vienna, alla scelta tecnologica per la gestione intelligente del traffico di Los Angeles: come sta cambiando la mobilità in Europa e nel mondo? Per rispondere, H3, l’azienda italiana nel settore innotech assicurativo, ha studiato e classificato i piani di mobilità di alcune città europee ed extraeuropee nell’ambito di un progetto di Alternanza Scuola Lavoro, realizzato con quattro licei italiani.
Risultato: una classifica delle città potenzialmente più smart e sostenibili, presentata e discussa in Fondazione Mansutti, che vede svettare al primo posto Los Angeles con il suo Mobility Plan 2035. Subito dopo Los Angeles vengono New York con il “Transportation Master Plan for 2030”; Vienna (“Urban Mobility Plan”); Stoccolma (“Urban Mobility Strategy”); Barcellona (“Urban Mobility Plan 2013-2018”);Sidney (“Long Term transportation Masterplan”); Londra (“The London Plan”) e Cape Town (“Comprehensive Integrated Transport Plan”).
L’incremento e lo sviluppo della mobilità elettrica, sia pubblica che privata, è risultato l’elemento che più accomuna i piani di mobilità futura delle città analizzate. Tutti i piani, poi, puntano a ridurre la convenienza del trasporto privato a fronte di un rafforzamento della rete di mezzi pubblici e di strumenti di car sharing e bike sharing, incentivato quest’ultimo da un ingente ampliamento della rete di piste ciclabili. Prevedono, inoltre, tutti l’incremento delle aree verdi e la creazione di numerosi posti di lavoro grazie alla necessità di costruire o adattare le infrastrutture esistenti.
Molte le curiosità emerse dall’analisi dei piani di mobilità delle città. Los Angeles, ad esempio, punta a incrementare, per il 2035, del 170% l’uso della bici come mezzo di trasporto, del 56% l’uso dei mezzi pubblici e del 38% gli spostamenti a piedi. Si punta quindi sull’incremento delle piste ciclabili e pedonali e sullo sviluppo di sistemi tecnologici per la gestione del traffico, progetto che prevede di sperimentare su circa 80 miglia di strade grazie a un software in grado di distribuire il flusso delle auto su più vie di percorrenza così da rendere il percorso sempre più scorrevole.
Pezzo forte del piano californiano sono, poi, le App che agevolano la ricerca del parcheggio, come il Social Parking, il Car Finder e ParkinGo, al fine anche in questo caso di diminuire le vetture in circolazione alla ricerca del posteggio. Altra natura il piano newyorkese che punta molto sullo sviluppo di una mobilità elettrica parallelamente all’incremento delle piste ciclabili e pedonali.
Stoccolma dedica grande attenzione alla limitazione del trasporto privato motorizzato rendendolo meno pratico e favorendo soprattutto lo spostamento a piedi. Stoccolma sogna di diventare una “walkable city” elemento cardine del loro piano di mobilità.
Vienna, invece, ha realizzato in via sperimentale una zona residenziale della città completamente car free. Si tratta di un’area appena fuori Vienna in cui è stata creata una zona per 600 famiglie alle quali viene chiesto di sottoscrivere un accordo che prevede la rinuncia a possedere un’auto. Per raggiungere il centro, distante 8km, i residenti saranno costretti ad utilizzare biciclette o autobus. Tutto ciò porta una serie di sgravi fiscali.
Meno orientata, rispetto alle altre città europee, alla conversione all’elettrico e alla riduzione del traffico appare la tanto ammirata città di Londra che comunque investe annualmente importanti capitali per l’ammodernamento dei mezzi pubblici e per la costruzione di parcheggi fuori dalla città per ridurre le auto in circolazione.
“Il passaggio dalla proprietà all’uso dell’auto sta diventando non più solo una previsione, ma sempre di più un’offerta imprescindibile verso il popolo della mobilità che diventa cliente con un’identità e un valore commerciale”, commenta Giorgio Meszely, founder di H3, che parla di uno scenario “dove il concetto di bisogno della mobilità si sostituisce a quello della proprietà del bene”.
Per l’archietto Stefano Boeri, che ha partecipato alla presentazione dei risultati del progetto, “le politiche pubbliche più innovative e gli investimenti più interessanti oggi riguardano proprio la mobilità. Il futuro, più vicino di quanto possiamo immaginare, è un futuro nel quale la mobilità dei corpi resterà fondamentale nel determinare l’assetto delle città. Va costruito con coloro ce vi abiteranno, ecco l’importanza di luoghi di confronto come questo ideato da H3”. (AdnKronos)