Ricerca: le Pmi puntano su big data, contaminazione con startup ed e-commerce

Secondo il campione intervistato, la stragrande maggioranza delle Pmi italiane vede l’innovazione digitale come una risorsa per ridurre i costi aziendali

Utilizzare i big data (39%), farsi contaminare dalle startup (39%) e potenziare la vendita online (37%) sono le attività in ambito digitale su cui hanno intenzione di puntare di più le Pmi italiane nei prossimi 3 anni. È quanto emerge da un questionario svolto su quasi 550 aziende e realizzato da Tag Innovation School, Cisco Italia e Intesa Sanpaolo, con il supporto dei ricercatori del master in Digital Transformation per il made in Italy, creato per formare consulenti che supportino le aziende nel processo di digitalizzazione del proprio business.
Le figure professionali di cui le Pmi ritengono di aver maggiormente bisogno nei prossimi tre anni sono: esperti di strategie di marketing digitale (digital marketing specialist, 60%), specialisti nell’analisi di dati (data analyst, 50%), consulenti per l’attuazione della digital transformation (digital officer, 32%) e sviluppatori di soluzioni mobile (mobile developer, 31%). Secondo il campione intervistato, la stragrande maggioranza delle Pmi italiane vede l’innovazione digitale come una risorsa per ridurre i costi aziendali (78%) e crede che l’automazione e i servizi in cloud porteranno grandi aumenti in termini di produttività (74%).
Tra i maggiori vantaggi indicati dalle imprese intervistate in relazione alla digital transformation, il miglioramento della relazione con i clienti (80%) e dell’organizzazione interna (74%). (AdnKronos)