Ricerca: survivina la ‘proteina dell’obesità, protegge le cellule di grasso

Il suo compito lo spiega il nome: survivina, una proteina alleata della sopravvivenza. Ma è tutt'altro che amica. Già osservata speciale della scienza che la indaga come marcatore spia dell'insorgenza o delle ricadute di diverse forme di cancro

Il suo compito lo spiega il nome: survivina, una proteina alleata della sopravvivenza. Ma è tutt’altro che amica. Già osservata speciale della scienza che la indaga come marcatore spia dell’insorgenza o delle ricadute di diverse forme di cancro, la sostanza circola in quantità 2,5 volte più alte nel tessuto adiposo sottocutaneo delle persone obese. E in questo caso la sua funzione è quella di salvare le cellule di grasso, proteggendole dalla morte per suicidio. Lo ha scoperto in Spagna un team del Pere Virgile Institute dell’università Roviri i Virgili, Ciberdem di Taragona, che ha presentato il suo studio in Portogallo all’European Congress on Obesity (Eco) in corso a Porto.

Il tessuto adiposo – spiegano gli scienziati – svolge un ruolo chiave nello squilibrio metabolico associato all’obesità, attraverso la produzione fuori controllo di proteine infiammatorie (citochine e adipochine). Oltre al pericolo di malattie cardiovascolari e diabete, l’obesità è anche un fattore di rischio principale per i tumori. Le cellule staminali derivate dagli adipociti umani (hASCs), serbatoio che alimenta l’espansione del tessuto adiposo, sono attori chiave nello sviluppo dell’obesità patologica e delle neoplasie associate, ma finora i meccanismi alla base restavano sconosciuti. Indagarli per comprenderli era l’obiettivo degli autori che hanno isolato staminali dal grasso sottocutaneo di 111 persone magre e obese, analizzandole insieme alla composizione locale del siero.

Attraverso sofisticate tecniche biochimiche, i ricercatori hanno misurato in questo materiale l’andamento dell’apoptosi, la morte cellulare programmata o suicidio cellulare. Quindi hanno valutato l’impatto dell’obesità sull’espressione della survivina, proteina anti-apoptotica. Hanno così trovato livelli circolanti di survivina e relativa espressione genica 2 volte e mezzo maggiori nelle persone obese e con obesità patologica, rispetto ai magri. In particolare, all’interno del tessuto adiposo la proteina è stata rilevata nelle staminali hASCs e la sua espressione risultava significativamente aumentata dall’obesità e dalle interleuchine pro-infiammatorie. Esaminando come si comportava la survivina nelle hASCs, gli studiosi hanno osservato meccanismi di regolazione complessi che finivano per migliorare la stabilità proteica delle cellule, proteggendole.

“Abbiamo scoperto che i livelli di survivina determinano la maggiore o minore suscettibilità delle cellule staminali derivate dagli adipociti umani agli stimoli che causano la morte cellulare – riassume Miriam Ejarque, la scienziata che ha illustrato il lavoro all’Eco, parte di un’équipe guidata da Sonia Fernandez-Veledo e Joan Vendrell – Le hASCs delle persone obese erano più protette dall’apoptosi rispetto a quelle dei normopeso”. “Questi dati – conclude la ricercatrice – gettano nuova luce sui meccanismi molecolari che controllano l’espansione del tessuto adiposo nell’obesità, attraverso cellule staminali resistenti alla morte cellulare”. Inoltre, “la survivina appare un nuovo attore molecolare fondamentale nella comunicazione tra cellule tumorali e hASCs. Pertanto, cercare di promuovere l’apoptosi colpendo la survivina potrebbe rappresentare una strategia efficace sia contro l’obesità sia contro il cancro”.