Ricercatrice all’estero: porterò in Italia i frutti della mia ricerca

Ha solo 31 anni è di Mantova e negli ultimi due ha vissuto a Singapore. Anna è una ricercatrice italiana che lavora all'estero, ma non è un 'cervello in fuga', bensì un 'cervello che sta per rientrare' nel nostro Paese

Ha solo 31 anni è di Mantova e negli ultimi due ha vissuto a Singapore. Anna è una ricercatrice italiana che lavora all’estero, ma non è un ‘cervello in fuga’, bensì un ‘cervello che sta per rientrare’ nel nostro Paese, per portare le conoscenze acquisite all’estero. “Penso sia giusto tornare perché credo nelle potenzialità che ha l’Italia” spiega. Per il Gruppo Menarini lavora a progetti di ricerca che utilizzano una tecnologia in grado di isolare cellule rare circolanti.

Anna Doffini è una dei circa 3.500 italiani che vivono a Singapore, città-Stato che attira teste e capitali da tutto il mondo ma che ha deciso di puntare sulla ricerca. “Non sono ‘emigrata’ in cerca di un futuro. È stata l’azienda per cui lavoravo a darmi questa opportunità“, racconta. Laureata a Ferrara in biotecnologie farmaceutiche è stata assunta dalla Silicon Biosystem, start up bolognese acquisita dalla Menarini nel 2013 e che ha messo a punto DEPArray, tecnologia in grado di isolare le cellule rare nei liquidi biologici, per individuare terapie personalizzate. “Dopo 4 anni, mi è stato chiesto se volevo trasferirmi a Singapore per seguire un progetto che prevedeva l’applicazione di questa tecnologia alla diagnosi prenatale non invasiva. Ho accettato, anche perché come donna mi stava a cuore il tema”, spiega.

“È stato difficile perché l’Asia è una realtà completamente diversa, ma mi ha fatto crescere molto dal punto di vista professionale. Singapore è una città in cui chi ha una buona idea viene supportato”. Anche da enti governativi, come l’Economic Development Board (Edb), che ha il ruolo di sostenere progetti innovativi in grado di portare alla cittànon solo soldi, ma soprattutto lustro. Anche grazie a questo sostegno per la Menarini Biomarker Singapore è stato possibile stringere un accordo con SingHealth, ospedale con il quale sono in corso progetti di ricerca sotto la supervisione di Paola Ricciardi-Castagnoli, già ordinario di Immunologia all’Università Bicocca di Milano e membro del Scientific Advisory Board dell’Istituto Max Planck di Berlino. “Voglio portare in Italia le conoscenze acquisite, continuando la mia ricerca. Fortunatamente – conclude Anna – ho un’azienda che investe su di me e mi consente di farlo. Altrimenti non sarebbe stato possibile“.