Rigopiano, legali del sindaco di Farindola: con la carta “Clpv” non ci sarebbero state vittime

Se fosse stata realizzata "la Carta di Localizzazione dei Pericoli da valanga, oggi le 29 persone morte a Rigopiano sarebbero vive"

LaPresse/Mario Sabatini

Se la Regione Abruzzo, come previsto dalla legge 170 del marzo 2014, avesse realizzato la Carta di Localizzazione dei Pericoli da valanga (Clpv), oggi le 29 persone morte a Rigopiano sarebbero vive“: queste le affermazioni dei legali del Comune di Farindola, del sindaco Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli, pronunciate durante una conferenza stampa a Pescara, convocata per illustrare le ragioni alla base della denuncia presentata presso la Procura dell’Aquila, nei confronti della Regione Abruzzo, per disastro valanghivo doloso, in riferimento alla tragedia dell’Hotel Rigopiano.