Salone del libro: le Marche ferite dal sisma si raccontano

Le Marche ferite dal terremoto si raccontano attraverso "Racconti dal cuore dell'Italia"al Salone internazionale del libro di Torino insieme ad altre due regioni, Umbria e Lazio, segnate dal sisma

LaPresse/AbacaPress

Le Marche ferite dal terremoto si raccontano  attraverso “Racconti dal cuore dell’Italia”al Salone internazionale del libro di Torino insieme ad altre due regioni, Umbria e Lazio, segnate dal sisma. L’iniziativa è stata organizzata da Consiglio e Giunta regionale nello stand marchigiano al Lingotto ed ha permesso di riflettere sulla ricostruzione delle aree terremotate, partendo dalla conoscenza di questi territori dimenticati e tristemente tornati sotto i riflettori dopo l’evento sismico di agosto e ottobre scorsi.

Territori con potenzialità immense, ricchi di risorse storico-culturali, ambientali, agricole, e che rischiano lo spopolamento. “La ricostruzione – ha spiegato il presidente dell’Assemblea legislativa, Antonio Mastrovincenzo, secondo quanto riporta un comunicato – non può prescindere dal rilancio di queste aree. Dobbiamo partire, innanzitutto, da quello che hanno sempre rappresentato per il nostro Paese. Rinascita presuppone conoscenza. Conoscenza di un patrimonio immenso, quello dell’Appennino centrale, che rischia di andare perso. Solo con la consapevolezza delle potenzialità di queste aree si può pensare a un nuovo modello di sviluppo”.

Per il presidente del Consiglio regionale “il primo passaggio dovrà essere la ricomposizione delle comunità. Per questo dovremo sostenere le espressioni vitali da sempre realtà significative di questi luoghi in ambito economico, sociale e culturale”. Fondamentale sarà “la collaborazione tra le Regioni interessate, che dovranno lavorare insieme costantemente, rafforzando la loro cooperazione. L’iniziativa di oggi va in questa direzione”. Tra gli ospiti dell’evento, il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, autore di un reportage di viaggio lungo la linea di faglia, da Amatrice a Visso, dal quale il regista Alessandro Scillitani ha tratto il documentario “Il canto del ritorno” presentato nel corso dell’evento.

“Un viaggio nato dal desiderio – ha spiegato il giornalista – di mostrare cio’ per il quale vale la pena non abbandonare quei luoghi“. Sono intervenuti all’iniziativa anche Lidia Ravera, assessore alla Cultura della Regione Lazio, Paolo Piacentini, consulente del Ministero dei Beni culturali, che ha partecipato con Scillitani al viaggio, il giornalista Renato Mattioni e la scrittrice umbra Rosa Matteucci. Conclusioni affidate a Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera.