Salute, Fondazione Andi: la cura dei denti è un’arma di integrazione

"La Fondazione Andi anche quest'anno ha voluto ribadire l'estrema importanza della prevenzione e della diagnosi precoce per combattere il tumore del cavo orale"

“La cura dei denti e della bocca è un grosso elemento di aiuto per l’integrazione. Qui a Roma c’è una realtà, l’ambulatorio dei Comboniani, che ha un protocollo d’intesa con la Fondazione Andi e che rivolge le proprie cure soprattutto ai migranti e alle fasce deboli di cittadini italiani”. Nella Capitale “eroghiamo circa 2.500 prestazioni all’anno su pazienti di 82 Paesi del mondo”. A sottolineare l’impegno anche sul fronte della cooperazione e del volontariato internazionale, della ricerca scientifica e dell’odontoiatria sociale è Giuseppe Teofili, odontoiatra e consigliere della Fondazione Andi (Associazione nazionale dentisti italiani). L’occasione è l’11esimo Oral Cancer Day che ha offerto visite gratuite in 60 piazze italiane e dà il via a un mese di prevenzione. A Roma, nei giardini di piazza Vittorio è stata allestita la ‘Piazza della Salute’ grazie al supporto di Fondazione Enpam (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri). “La Fondazione Andi – afferma Teofili – anche quest’anno ha voluto ribadire l’estrema importanza della prevenzione e della diagnosi precoce per combattere il tumore del cavo orale. Si tratta di una neoplasia molto invalidante e aggressiva. Le strategie che abbiamo sono la diagnosi precoce, l’abbattimento dei tempi di attesa per le terapie e la sensibilizzazione dei pazienti sui fattori di rischio come il fumo, l’abuso di alcol e particolari sostanze alimentari”. “L’odontoiatra – spiega l’esperto – con l’ispezione del cavo orale riesce ad avere degli elementi per poter rinvenire lesioni sospette. Ci sono vari ausili diagnostici, strumentali, come l’autofluorescenza. Il ‘gold standard’ rimane la biopsia. La valutazione clinica spetta all’odontoiatra” che se necessario “invia il paziente al chirurgo orale, il quale attraverso un consulto con il patologo orale deciderà che tipo di terapia mettere in atto”. (AdnKronos)