Salute: il Parlamento contro il rischio anoressia, in passerella col certificato medico

Dopo la Spagna e la Francia, anche il Parlamento in Italia vuole dichiarare guerra al rischio anoressia

No alle modelle pelle e ossa. Dopo la Spagna e la Francia, anche il Parlamento in Italia vuole dichiarare guerra al rischio anoressia in passerella, con una proposta di legge presentata in commissione Attività produttive, Commercio e Turismo alla Camera, dalle deputate Maria Pia Cancellieri e Maria Lucia Lorefice. Prima di avere un book fotografico all’altezza, una buona agenzia con gli agganci giusti nel fashion business, le indossatrici dovranno passare dal medico fiscale, fare una visita e ottenere un certificato di ‘sana costituzione’ che attesti l’assenza di disturbi della sfera alimentare. Il frontespizio della proposta delle due deputate M5S è eloquente: “Divieto dell’impiego di modelle in stato di malnutrizione per sfilate e campagne pubblicitarie” e si ispira alle leggi con le quali, prima la Spagna e pochi giorni orsono la Francia, hanno messo il veto alle modelle sottopeso, costrette, come ha raccontato l’ex direttrice di Vogue Australia nel libro-scandalo “Vogue Factor”, a sottoporsi a pratiche di vera e propria denutrizione pur di non perdere il posto in passerella. Comportamenti alimentari pericolosamente rischiosi per la salute, richiesti in nome della perfezione scenica e di una distorta concezione dell’eleganza. Nel 2006 la decisione degli organizzatori a Madrid della prestigiosa ‘Pasarela Cibeles’ di impedire di sfilare alle modelle con un indice di massa corporea (dato biometrico che valuta il rapporto tra peso e altezza) inferiore a 18, ebbe una grande risonanza mediatica e ripropose il problema grave di ragazze giovani e giovanissime che mangiavano o bevevano solo quel tanto che impedisse loro di non collassare pur rientrare nelle taglie XXXsmall. In Francia, tanto per dare la dimensione del fenomeno, i Dca ovvero i disturbi del comportamento alimentare sono la seconda causa di mortalità fra i 15 e i 24 anni dopo gli incidenti stradali. In Italia a soffrire di Dca (numeri che comprendono sia i casi di anoressia che di bulimia), sono circa 3 milioni di giovani: il 95,9% di essi sono donne e il 4,1% uomini. La lotta all’anoressia non consente quindi di abbassare la guardia e va condotta anche tra quelli che adolescenti e post adolescenti possono considerare come modelli di bellezza a cui aspirare. “Uno dei motivi per i quali le adolescenti ne vengono colpite – scrivono le due deputate M5S nella relazione della pdl – è la loro tendenza a seguire diete estreme per mantenere una ‘linea ideale'”. Se la proposta dovesse diventare legge, sarà vietato l’impiego di modelle per sfilate e campagne pubblicitarie, che abbiano un indice di massa corporea pari o inferiore a 18.5, considerato dall’Organizzazione mondiale della sanità come livello sotto al quale si deve cominciare a parlare di malnutrizione. Per lavorare sulle passerelle o nella campagne pubblicitarie in tv o sui magazine, ragazze e ragazzi dovranno esibire un certificato medico e un attestato con una valutazione psicologica. E anche le foto sottoposte a ritocchi, tesi a alterare l’aspetto fisico della modella a fini commerciali, dovranno specificare che le immagini sono state manipolate. Chi non rispetta le regole, paga con una multa di 75.000 euro e con la reclusione fino a un massimo di sei mesi. Sanzioni in arrivo anche per i media. Gli organi di stampa o le tv che “promuovono un’immagine di eccessiva magrezza incoraggiando il ricorso a restrizioni alimentari per un periodo prolungato, con conseguente rischio di mortalità o di danni alla salute”, sono puniti con una multa pari a 100.000 euro e con la reclusione di un anno.