Salute, latte e bimbi: i dubbi delle mamme sui social

Il latte negli ultimi tempi viene molto discusso per il suo profilo nutrizionale

C’è chi preferisce il vegetariano al vaccino, chi lo considera una ‘coccola’ d’infanzia e chi lo ritiene nocivo per la salute degli uomini e degli animali. Da sempre reputato salutare per adulti e bambini, il latte negli ultimi tempi viene molto discusso per il suo profilo nutrizionale. E a mostrare i dubbi più forti sono soprattutto le mamme. E’ quanto emerge dall’indagine ‘Dark e light side del latte‘, curata dalla ricercatrice della facoltà di Psicologia, Mariarosaria Savarese, illustrata di recente all’Università Cattolica di Piacenza. Lo studio si è sviluppato lungo due binari. Nella prima fase di monitoraggio web sono stati esaminati 963 post raccolti tra il 2011 e il 2016 sui social media più utilizzati dalle mamme italiane (Facebook, Twitter e Instagram e blog dedicati). Sul totale dei commenti indicizzati con la parola ‘latte’ (963) il latte vaccino viene citato in 840 post, mentre il latte vegetale solamente in 123. Tuttavia le conversazioni sui social mettono in luce un generale disorientamento dei consumatori, secondo cui il latte vaccino è un alimento con un impatto piuttosto negativo (34% dei post) rispetto al latte alternativo (sentiment positivo in 48% dei post). Fra i temi maggiormente citati vi è l’impatto sulla salute (59% dei post, di cui nel 58% con sentiment negativo). La seconda fase dell’indagine ha coinvolto un campione di 15 mamme italiane a cui sono state somministrate interviste qualitative face to face. Dai risultati è emerso che alcune consumano il latte come ‘coccola’, facendo leva su una sfera emotiva che evoca momenti felici vissuti con la famiglia e ne sostengono favorevolmente il consumo. Altre consumano il latte come ‘nutrizione’ ma ne mettono in dubbio caratteristiche nutritive e dimensione affettiva. Gli aspetti più critici riguardano però la ‘non naturalezza’ nel bere il latte vaccino in età adulta: le mamme lo evidenziano soprattutto in funzione delle ricadute per la produzione e per gli animali coinvolti ma anche dell’apporto positivo sulla salute umana.