Sostenibilità, Barilla: +30% di grano duro “green” acquistato nel 2016

Dal 2010 ad oggi sono stati circa 360 i prodotti riformulati da Barilla migliorandone l'aspetto nutrizionale

LaPresse/Xinhua

Diffondere la gioia dello stile di vita mediterraneo a tutte le latitudini, con prodotti sempre più buoni per le persone e il Pianeta. E investire in una filiera sempre più sostenibile. Sono i principali obiettivi del Gruppo Barilla che oggi ha comunicato i risultati del rapporto di sostenibilità 2016 ‘Buono per te, Buono per il Pianeta’. E se il futuro dell’azienda viaggia lungo le rotaie della sostenibilità, la storia ci ricorda che quest’anno Barilla compie 140 anni. La bottega di Parma che nel 1877 vendeva a pane e pasta, oggi è il leader mondiale del mercato della pasta, dei sughi pronti in Europa continentale, dei prodotti da forno in Italia e dei pani croccanti nei Paesi nordici.
“Vogliamo progettare il nostro futuro – afferma Guido Barilla, presidente del Gruppo Barilla – attorno alla nostra missione ‘Buono per Te, Buono per il Pianeta’. Per fare questo, è necessario diffondere una nuova cultura capace di cambiare l’attuale stile di vita, a partire da prodotti e processi nuovi e utili per la salvaguardia del nostro futuro. Il nostro modello di sviluppo è finalizzato a fare di Barilla il marchio preferito dalle persone, sostenendo un’alimentazione sana e gioiosa, ispirata allo stile di vita mediterraneo”.
Dal 2010 ad oggi sono stati circa 360 i prodotti riformulati da Barilla migliorandone l’aspetto nutrizionale. Uno sforzo che ha avuto il suo apice nel 2016, anno in cui il Gruppo di Parma ha riformulato 150 ricette grazie alla sostituzione dell’olio di palma in tutti i prodotti da forno con olii vegetali a minor contenuto di grassi saturi, tra cui, in particolare, quello di girasole.
Nello stesso arco di tempo, Barilla ha lanciato sul mercato 17 prodotti integrali nuovi o con un aumento della componente integrale, nelle categorie brioches, pani morbidi, pasta, biscotti e fette biscottate. E’ stata inoltre ampliata l’offerta senza glutine e protein plus, attraverso il lancio di 11 prodotti che comprendono pani, salse, farine e paste. In generale, nel 2016 il Gruppo ha investito 40 milioni di euro per attività di ricerca e sviluppo mirata a migliorare il profilo nutrizionale.
Nel 2016 Barilla ha acquistato 190.000 tonnellate di grano duro sostenibile (+30%) coltivato secondo i metodi innovativi del ‘Decalogo per la coltivazione sostenibile del grano duro’ e del sistema di supporto alle decisioni granoduro.net. La quota raccolta secondo questi sistemi avanzati è passata dal 18% del 2015 al 26% del 2016, e ha coinvolto circa 1.500 agricoltori italiani (+13% rispetto al 2015).
Con l’applicazione combinata di questi due strumenti è stato possibile ottenere una riduzione delle emissioni di gas serra e dei costi di produzione fino al 30% e un aumento delle rese di produzione fino al 20% garantendo quindi un maggior reddito per gli agricoltori. In virtù dei risultati raggiunti in questo ambito, Barilla ha ottenuto una menzione speciale al premio ‘The Procurement Awards 2016’. L’obiettivo è arrivare nel 2017 almeno a 250.000 tonnellate di grano duro sostenibile: circa il 35% del fabbisogno totale.
Dopo un percorso collaborativo con molte aziende agricole durato circa un decennio, nel 2016, Barilla ha introdotto i nuovi contratti di coltivazione del grano duro di durata triennale, e non più annuale, volti a premiare l’agricoltura virtuosa italiana, valorizzando e incentivando la produzione locale. Negli ultimi 6 anni il Gruppo Barilla ha inoltre ridotto di ben il -28% le emissioni di CO2 per tonnellata di prodotto e del -21% l’utilizzo d’acqua per tonnellata di prodotto rispetto al 2010. L’obiettivo è arrivare al -30% entro il 2020. Ad oggi, inoltre, il 52% dell’energia elettrica acquistata da Barilla proviene da fonte rinnovabile.
Ancora, nel 2016, Human Rights Campaign ha premiato Barilla America per la terza volta, con un punteggio pari al 100% nel ‘Corporate Equality Index’ sviluppato per misurare e valutare le politiche e pratiche delle grandi imprese in merito a dipendenti lesbiche, gay, bisessuali e transgender (Lgbt). Barilla, inoltre, intende raggiungere la parità tra uomini e donne in posizioni di leadership entro il 2020. Ad oggi ricoprono posizioni manageriali 35 donne ogni 100 persone.
Il modo di fare impresa ‘Buono per te, Buono per il Pianeta’, sottolinea l’azienda, viene premiato dal mercato, consentendo a Barilla di crescere anche da un punto di vista economico e di reputazione. Nel 2016 Il fatturato è stato di 3.413 milioni di euro con una crescita del +2% rispetto al 2015, al netto dell’effetto cambio. In particolare, il 2016 è stato un anno di crescita per la Regione Europa, dove il Gruppo ha conseguito complessivamente un incremento dei volumi di vendita pari al 4% e del fatturato del 3% (a tassi di cambio costanti), risultati principalmente trainati dalle categorie pasta e sughi. In Italia i risultati più significativi si sono registrati nel settore dei sughi e nella pasta Voiello.
I prodotti del segmento ‘Better for you’ (prodotti integrali, Gluten Free, Multicereali, Mulino Verde, Wasa) hanno mostrato tassi di crescita a doppia cifra grazie ai nuovi lanci di prodotto. Negli Stati Uniti, Barilla ha aumentato la propria quota a valore nel settore della pasta portandola al 31,4%, sia grazie ad aumenti di consumo dei prodotti classici venduti nell’iconica confezione blu (Pasta di semola e Pasta Pronto), che dei prodotti innovativi Barilla Premium Pasta (che includono Gluten Free, Collezione e pasta biologica). Nella classifica annuale delle prime 100 aziende al mondo per reputazione, Barilla guadagna posizioni e si colloca al 23° posto a livello globale e seconda tra le aziende del settore alimentare.
Nel 2016 i Barilla Restaurant hanno continuato la propria missione di offrire un’esperienza di cibo e stile di vita mediterraneo, attraverso l’attività di ristorazione: oltre al consolidamento della operatività nei 3 ristoranti a stelle e strisce a Manhattan, sono iniziate le attività per l’apertura di nuovi locali sulla costa californiana, a Los Angeles. Nel corso dell’anno è stato inoltre siglato un accordo di franchising con un importante operatore locale nell’area dei paesi arabi facenti parte del Consiglio di Cooperazione del Golfo, che ha portato all’apertura di 2 ristoranti a Dubai nel mese di novembre 2016, offrendo così agli abitanti e ai tanti turisti degli Emirati Arabi Uniti di poter gustare il cibo italiano di qualità e soprattutto la pasta che è particolarmente amata a queste latitudini.
Nel 2016, la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition ha presentato insieme al Gruppo The Economist il Food Sustainability Index, un indice globale sulla sostenibilità alimentare unico nel suo genere che analizza il valore complessivo che il cibo rappresenta. Strumento fondamentale per rendere il sistema alimentare più sostenibile, l’indice mostra quali sono i Paesi del mondo più virtuosi nel produrre, distribuire e consumare il cibo: dove l’agricoltura è più sostenibile; si spreca meno il cibo (e si adottano politiche innovative per combattere lo spreco); e si mangia in modo più equilibrato, senza eccessi e carenze, attenti alla propria salute e a quella del pianeta. (AdnKronos)