Spazio, ritorno alle origini per Orion: volo di prova senza equipaggio in programma per il 2019

La NASA ha deciso di procedere con il piano iniziale della missione Orion che prevede un volo di prova senza equipaggio in programma per il 2019

Credit: NASA/MSFC - LaPresse/ZumaPress

Ritorno alle origini per Orion. A febbraio, la NASA aveva preso in considerazione uno studio di fattibilità che aveva come oggetto l’invio di astronauti a bordo della Exploration Mission 1 (EM-1) dello Space Launch System. Tre mesi dopo il verdetto: l’ente spaziale statunitense ha deciso di andare avanti con il piano iniziale della missione, che prevede un volo inaugurale senza equipaggio.
La decisione – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – è stata presa dopo un’attenta valutazione dei rischi e dei costi che ha portato la NASA a dichiarare tecnicamente possibile l’inserimento di un equipaggio a bordo della EM-1, ma difficile da mettere in pratica per via dei costi elevati che tali modifiche porterebbero alla missione.
L’agenzia ha dichiarato che utilizzerà le informazioni derivanti dal primo volo per migliorare i sistemi di bordo propedeutici alle missioni di esplorazione umana del Sistema Solare.
“Stiamo valutando la possibilità di effettuare altri test sullo scudo termico basati sui risultati dello studio di fattibilità- ha dichiarato William Gerstenmaier della NASA – queste verifiche aumenteranno la nostre conoscenze sulle potenzialità dei sistemi di bordo e il livello di sicurezza degli astronauti”.
Nel corso degli ultimi tre mesi sono state esaminate anche le questioni relative allo sviluppo di alcune componenti della EM-1, come la fornitura del modulo di servizio europeo EDM e il budget stanziato finora. A queste considerazioni ha fatto seguito anche l’analisi dei eventi esterni, come il danneggiamento di alcune strutture della  NASA a causa di un tornado: tutti fattori che hanno contribuito allo slittamento del volo di prova al 2019, inizialmente fissato  per il 2018.
Nel frattempo la NASA continua a portare avanti il progetto di un avamposto cislunare per future missioni umane. L’Agenzia intende sviluppare un’infrastruttura flessibile e sostenibile, composta da moduli abitativi in grado di ospitare gli astronauti per lunghi periodi. L’avamposto sarà aperto anche alla partecipazione dei  privati che intendono perseguire l’obiettivo della colonizzazione umana del Sistema Solare, con  lo scopo di  sviluppare tecnologie di cui le prossime generazioni continueranno a beneficiare.