Terremoto, Fileni: laboratori di ricerca per far conoscere l’università di Camerino

Fileni, prima azienda agroalimentare delle Marche e prima produttrice in Italia di carni bianche biologiche, ha deciso di sostenere l'università di Camerino

LaPresse/Angelo Emma

L’azienda marchigiana Fileni investirà nel primo tassello del Research innovation center di Unicam, una rete di laboratori su cui l’Università di Camerino punta per ripartire dopo il terremoto. Fileni, prima azienda agroalimentare delle Marche e prima produttrice in Italia di carni bianche biologiche, ha deciso di sostenere l’università di Camerino, duramente colpita dal terremoto dello scorso ottobre, contribuendo a farla rimanere un punto di riferimento di eccellenza nella ricerca e nell’innovazione e testimoniando così il proprio radicamento nel territorio marchigiano e la sua attenzione verso i giovani e la loro formazione. L’azienda lo fa finanziando la costruzione dell’Innovation Lab, un insieme di laboratori di ricerca e sviluppo dalle diverse specificità che, lavorando in sinergia, rinsalderanno il rapporto tra aziende e università. Nell’Innovation Lab si farà, infatti, scienza applicata e Fileni investirà 100.000 euro nel laboratorio che si occuperà di studiare il mondo della zootecnia e dell’agroalimentare. Oltre a questo significativo contributo, Fileni continuerà poi a sostenere l’università con un programma continuativo, che prevede il finanziamento annuale di 50.000 euro destinati a borse di studio per l’attivazione di dottorati di ricerca, in coerenza con la convinzione dell’azienda che sia fondamentale puntare sulla formazione e le capacità dei giovani per un futuro di crescita. Il laboratorio finanziato da Fileni sorgerà nel futuro polo didattico delle Scienze di Camerino, dove sono concentrati la maggior parte degli edifici che accolgono i laboratori scientifici di Unicam. Una volta attivo, il laboratorio svilupperà progetti di grande interesse per il settore agroalimentare spaziando dalla ricerca sul packaging a quella sulle modalità di cottura. Contributi preziosi, questi, che porteranno benefici tangibili alle aziende del settore produttivo di Fileni e che servirà anche a studiare, testare e proporre, in tutto l’ambito dell’agroalimentare, innovazioni con ricadute pratiche nell’ideazione di nuovi prodotti e nel miglioramento di quelli esistenti. In questo modo, questo primo laboratorio potrà fare da volano per altre aziende leader in altri settori che volessero innovare e crescere insieme ad Unicam. L’idea progettuale di Innovation Lab è, infatti, quella di creare una rete di laboratori di ricerca collegati tra loro, anche fisicamente, e perciò in grado di facilitare lo scambio di informazioni e impianti-macchine tra essi. E’, quindi, fondamentale per lo sviluppo di questa rete, oltre a quello economico, anche il contributo di conoscenza e competenza sulle dinamiche del mercato che le aziende possono condividere con l’università, con l’obiettivo di uno sviluppo congiunto che avvantaggi sia le imprese che l’ateneo. L’impegno dell’azienda verso l’Università di Camerino prevede anche un’attività di sensibilizzazione dei propri clienti, che è partita a Natale 2016 e prosegue tuttora: i prodotti Fileni venduti nei supermercati e nei negozi di tutta Italia presentano sul pack un logo che richiama l’attenzione sulla collaborazione con l’Unicam e l’hashtag #ilfuturononcrolla, ideato e utilizzato dall’università per raccontare gli sforzi e le attività di ricostruzione. ”Con i suoi 700 anni di storia -afferma Giovanni Fileni, fondatore e presidente dell’azienda che porta il suo nome- l’Università di Camerino è un simbolo di cultura e scienza non solo per le Marche ma per tutta l’Italia. Una piccola e antica città, nel cuore della regione e del Paese, in cui il numero degli studenti supera addirittura quello degli abitanti: Camerino è la sua università”. “Per questo abbiamo sentito il dovere di fare qualcosa di utile, sia per ricostruire un luogo che sentiamo come casa nostra sia per dotare l’università di strumenti che servano a migliorare la conoscenza condivisa. Dalla terribile esperienza vogliamo che questa nostra eccellenza esca più forte di prima e continui a vivere nei secoli futuri”, conclude. (AdnKronos)