Terremoto: in Emilia il 90% sono rientrati nelle loro case, “si intravede il traguardo”

Sono passati 5 anni dal terremoto del 2012 in Emilia-Romagna ed oggi il 90% degli sfollati sono rientrati nelle proprie abitazioni

Macerie in Emilia dopo il terremoto del 2012, ciò che restò di un campanile

Sono passati 5 anni dal sisma del 2012 in Emilia-Romagna, quando il 20 e il 29 maggio due scosse, quelle principali, investirono le province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, colpendo 54 comuni e i 4 capoluoghi, causando 28 morti e 300 feriti, con 45mila sfollati e 13 miliardi di danni. Oggi, cinque anni dopo, oltre 14.700 famiglie sono rientrate nelle loro case (600 nell’ultimo anno): nove su dieci delle oltre 16.500 rimaste fuori dalle proprie abitazioni a causa del TERREMOTO, con le restanti in affitto o che risiedono in altri alloggi, ricevendo per questo l’aiuto economico dalla struttura commissariale, e comunque tutte inserite in un percorso di rientro nelle proprie abitazioni.Nessuno abita più nei prefabbricati: tutti i Map, i moduli abitativi provvisori, sono stati chiusi. Per la ricostruzione privata – case, uffici, negozi, imprese – sono stati concessi complessivamente contributi per 3,9 miliardi di euro, di cui 1,1 negli ultimi dodici mesi.Completati i lavori in 5.157 cantieri, con il ripristino di oltre 12.300 abitazioni e 3.500 attività commerciali. 417 le scuole ricostruite o risistemate, 118 quelle nuove, tutte in sicurezza sismica. Il 60% dei progetti presentati relativi al patrimonio pubblico e ai beni storico-artistici sono cantieri già avviati mentre sempre nell’ultimo anno si è registrata una decisa accelerazione sui centri storici, dove è partita la metà dei cantieri.

Infine, alla ricostruzione hanno lavorato, in 8 casi su 10, aziende emiliano romagnole. E l’economia dell’area del cratere, in cui si produceva il 2% del Pil nazionale, non solo non si mai arrestata ma oggi è tornata a crescere a ritmi superiori rispetto a prima, con l’azzeramento, già dalla fine del 2014, del monte ore di cassa integrazione utilizzato dopo le scosse e un tessuto produttivo più sicuro e ancor più competitivo. Questo, in sintesi, il resoconto della ricostruzione in Emilia illustrato nella sede della Regione Emilia-Romagna, oggi, dal presidente della Giunta regionale e Commissario delegato alla ricostruzione, Stefano Bonaccini, e dall’assessore alla Ricostruzione post sisma, Palma Costi.

Una ricorrenza, quella dei 5 anni, che il prossimo 29 maggio porterà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prima a Mirandola (Mo) – dove visiterà il polo scolastico e parteciperà al convegno organizzato dalla Regione su ‘Fare scuola. Ricostruzione, innovazione e comunità’, presente l’assessore Patrizio Bianchi -, poi a Pieve di Cento (Bo), dove inaugurerà la scuola di musica.

“Molto è stato fatto – commenta il presidente Bonaccini – e penso soprattutto alle famiglie, tornate in grande maggioranza nelle loro case, alle imprese, molte delle quali viaggiano a pieno ritmo, alle scuole, tantissime ripristinate o costruite nuove, e ai centri storici, dove nell’ultimo anno abbiamo intensificato la nostra azione. Ma altro resta da fare e continuiamo a lavorare per rimarginare definitivamente le ferite inferte da quelle terribili scosse. Dunque, la ricostruzione prosegue, siamo però consapevoli, senza trionfalismi, del tutto fuori luogo, che si inizia a intravedere il traguardo finale”.

“Il merito del percorso fatto – sottolinea Bonaccini – è prima di tutto di questa terra e della gente che la abita e la vive, gente di grande forza d’animo e volontà, cui va il mio grazie e quello dell’intera comunità regionale. Persone che, credo, per prime meritino si dica e si spieghi quanto di buono è stato fatto, perché loro sono stati e sono i primi protagonisti, anche per le sofferenze e i cari perduti, cui va il mio pensiero. Così come voglio ringraziare i sindaci e gli amministratori locali, i lavoratori e le imprese, i volontari e tutte le istituzioni coinvolte, e chi mi ha preceduto in questo ruolo, Vasco Errani”.