Traffico di cani verso l’estero: rubati 21 mila cani nel 2016

Circa 60 cani randagi al giorno vengono catturati da persone che pagate da organizzazioni criminali per essere destinati alla Germania ed ai paesi del centro nord Europa

Circa 60 cani randagi al giorno vengono catturati (in prevalenza cuccioli) illegalmente da persone che sono pagate da organizzazioni criminali che spesso agiscono sotto la copertura di pseudo associazioni o volontarie animaliste e destinati alla Germania ed ai paesi del centro nord Europa. Solo lo scorso anno sono stati oltre 21.200 i cani che catturati illegalmente, ed altrettanto illegalmente microchippati  da veterinari compiacenti che li forniscono anche di libretto sanitario e vaccinazioni e poi intestati a persone compiacenti che sono poi stati caricati su furgoni e trasferiti in maniera appartentemente legale verso il nord Europa, ed il fenomeno non accenna a fermarsi nemmeno in questi primi mesi del 2017.

Il particolare i cani vengono prelevati in zone ad alta densità di randagismo, e quindi nelle regioni del centro sud Italia (Puglia, Calabria, Lazio, Sicilia e Campania) e poi registrati spesso alle anagrafe canine di regioni vicine in particolare Abruzzo, Toscana, Lazio e Umbria, dove hanno epicentro i traffici. Complessivamente i “catturatori” illegali che si occupano di rastrellare i cani randagi girando paese per paese, ed in alcuni casi masseria o cascina per cascina sono circa 100 e con loro vi sono poi decine di pseudo-volontarie che spesso in cambio di un po di cibo e qualche sterilizzazione gratuita danno le cucciolate a queste persone che a loro volta dopo averli “legalizzati” li mandano nei paesi del nord Europa con quale destinazione finale?

“Secondo quanto abbiamo potuto appurare i cani non sono destinati come spesso si sente dire alla vivisezione, ma ai rifugi e canili dove in parte vengono adottati, diciamo un 30% del totale mentre di tutti gli altri si perdono le tracce quasi subito- ci dice Lorenzo CROCE presidente di AIDAA- per ogni cane inviato i trafficanti ricevono mediamente 100 euro oltre alle spese di chippatura e vaccinazione quindi possiamo dire tranquillamente che il traffico porta nelle tasche dei trafficanti oltre 2 milioni di euro l’anno”. A differenza del passato quando le stesse “organizzazioni criminali” cercavano di recuperare i cani direttamente dai canili, ora aumentano i rapimenti sul territorio in quanto sono meno rischiose e sopratutto meno costose.

“Il traffico verso la Germania ed i paesi del nord dei cani non è una prassi solo italiana, esistono organizzazioni che operano in mezza Europa- conclude Croce- e il problema è che di 20.000 cani l’anno per restare solo in Italia di almeno 14.000 non si sa nulla, magari hanno trovato famiglia, o magari sono finiti altrove compresi alcuni laboratori di vivisezione in paesi dove non ci sono ancora normative chiare su questa orribile pratica. Noi chiediamo all’Europa che vengano stabilite delle regole comuni per le adozioni internazionali dei cani e alle forze dell’ordine maggiori controlli nei confronti non solo dei furgoni dei trafficanti apparentemente in regola,ma  nei conti bancari e nei bilanci delle associazioni che ufficialmente si occupano di questi trasferimenti, siamo certi che molte saranno trasparenti,ma molte altre sicuramente no. Se ci verranno chiesti siamo pronti a fornire nomi, cifre e situazioni in nostro possesso”.