Vaccini, ministro Lorenzin: l’obbligo è un “ritorno al passato” che ha garantito la copertura

La proposta dell'obbligatorietà dei vaccini per l'accesso alla scuola elementare è un "ritorno al passato"

La proposta dell’obbligatorietà dei vaccini per l’accesso alla scuola elementare “che come ministero della Salute facciamo” è un “ritorno al passato: abbiamo fatto così in Italia fino al 1999. E avevamo una copertura massima vaccinale. Purtroppo i dati ci dicono che abbiamo avuto negli anni una caduta drammatica della copertura vaccinale”. Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha presenziato a Roma all’avvio del progetto ‘Verso le donne’ – collegato all’edizione 2017 della maratona contro il tumore al seno Race for the Cure – iniziativa che punta a portare l’informazione e gli screening contro il cancro nella periferia. L’iniziativa è infatti partita questa mattina nel quartiere romano del Tufello e si sposterà domani a Tor Pignattara per ricongiungersi, poi, al tradizionale villaggio della Salute, al Circo Massimo da dove, domenica 21, partirà la maratona a cui partecipano le donne ‘in rosa’. Per quanto riguarda i vaccini Lorenzin ha sottolineato l’importanza della proposta per l’obbligo a scuola ricordando che oggi, per la copertura vaccinale, “anche in Regioni dove la media è accettabile si registrano ‘buchi’ di aree territoriali dove scendiamo al 76%, al 73%, al 65%. Questo non è possibile. Mette a serio rischio la Salute di tutti”. Per Lorenzin infatti “il primo diritto di tutti quanti è avere una collettività in Salute, mandare i nostri figli a scuola in un contesto di Salute e bloccare epidemie che non vanno sottovalutate. Noi immaginiamo che alcune malattie non ci sono più solo perché ci siamo vaccinarti. Non ci ricordiamo, infatti, che cosa significava avere la meningite, la poliomielite, morire di morbillo, prendere una rosolia durante una gravidanza, gli orecchioni in età adulta. Le menomazioni che ne potevano derivare. Noi non le conosciamo più perché siamo tutti vaccinati”. “Ma il pericolo, nel momento in cui la soglia cala, c’è. Ed è un pericolo che ci è segnalato dagli esperti. Dopo aver fatto il più grande piano vaccinale gratuito, noi, con questo provvedimento, dobbiamo fare un passo successivo”, ha concluso la ministra.