Incredibile ondata di calore fra Portogallo e Spagna: valori record per giugno

Nessuna tregua fra Spagna e Portogallo, l'ondata di calore continuerà anche la prossima settimana con valori record

Non accenna a placarsi l’intensa ondata di calore che ormai da una settimana attanaglia gran parte del Portogallo e della Spagna, facendo schizzare i termometri oltre la soglia dei +40°C +42°C, ma con picchi capaci di raggiungere i +44°C +45°C all’ombra. Parliamo di valore veramente eccezionali per il mese di giugno, ancora di più per la seconda decade di quest’ultimo. Quando un’ondata di calore di queste dimensioni diventa persistente per svariati giorni i danni sono davvero ingenti, sia per la salute umana che per l’ambiente. E purtroppo questo è quello che sta avvenendo in questi giorni proprio fra il Portogallo e il sud della Spagna, dove il gran caldo e il clima insolitamente secco sta favorendo le condizioni ideali per lo sviluppo di devastanti incendi che stanno bruciando decine di ettari di bosco. Sono davvero impressionanti che ci giungono da Pedrogao Grande, nel distretto di Leiria, dove nella tarda serata è divampato un grosso incendio che alimentato dal vento si è in poco tempo ingrandito, raggiungendo dimensioni gigantesche, tanto da arrivare a lambire aree abitate e ad uccidere almeno una cinquantina di persone.

Prognose_20170618Un vero e proprio disastro che ha scioccato l’intero Portogallo, e non solo. Secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dalle autorità portoghesi sino ad ora sarebbero circa 57 i morti accertati, e almeno 59 feriti, fra cui alcuni in modo grave. Dalle prime ricostruzioni pare che almeno 30 vittime sarebbero automobilisti e passeggeri rimasti bloccati nei loro mezzi per le fiamme e finiti carbonizzati, mentre erano in fuga dal grande rogo. In base alle prime indagini il rogo si sarebbe innescato per cause naturali, in seguito alla caduta di uno o più fulmini su di un’area boschiva resa secca dalle alte temperature degli ultimi giorni.

LaPresse/Reuters
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Difatti nella stessa zona durante le ore serali si era assistito allo sviluppo di temporali di calore, che prendevano forma in prossimità dei monti, caratterizzati da una consistente attività elettrica (molti fulmini “nube-suolo”) ma da scarse precipitazioni. Un classico dei temporali secchi di origine “termoconvettiva” in piena ondata di calore (aria molto calda di tipo sub-tropicale continentale) che nelle ore serali si sviluppano sulle aree più interne, a seguito dell’intenso riscaldamento diurno. Ma avendo poca umidità a disposizione, visto l’origine desertica della massa d’aria in questione, essi causeranno scarse o nulle precipitazioni. I “temporali secchi”, cosi come vengono definiti, sono veramente molto rari nelle nostre zone.

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Negli ultimi anni ne abbiamo osservati diversi, in modo particolare sulle regioni meridionali e sui rilievi interni di Sardegna e Sicilia al termine di intense ondate di calore. Generalmente questo tipo di temporali che si sviluppano all’interno di un’ambiente molto secco, quindi con cumulonembi che presentano generalmente una base piuttosto alta sopra i 2000 metri, possono portare delle precipitazioni, sebbene scarse, solo nella fase di massima intensità in cui convivono i forti flussi di “updraft” e “downdraft”. Il motivo è comunque da ricercare nell’aria eventualmente secca sottostante. In condizioni normali evapora il 40-50% della potenzialità precipitativa del cumulonembo, e se l’aria sottostante è molto secca arriveremo a percentuali prossime all’80-90%, specie in presenza di aria molto calda, con elevati valori prossimi ai +40°C.

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Inoltre le particelle di precipitazione in discesa entrano in uno strato di nube (quello sottostante) in cui entra aria secca anche dall’ambiente circostante (questo perchè la corrente ascensionale aumenta d’intensità salendo di quota, creando quindi un risucchio laterale denominato “entrainement”), per cui l’evaporazione comincia già prima che le particelle in caduta si stacchino dalla base. Alcuni di questi fulmini cadendo su un’area boschiva ormai secca hanno innescato i roghi che nel giro di poche ore si sono trasformati in un autentico inferno di fuoco. L’aria “rovente”, da giorni accumulata nei bassi strati, ha poi fatto il resto, contribuendo ad alimentare a più riprese il vasto incendio.

Rtavn062Queste purtroppo sono le conseguenze della persistenza, per giorni e giorni, di questa forte ondata di calore che nel frattempo ha regalato anche tanti record di caldo per il mese di giugno. In diverse aree dell’Estremadura e dell’Andalucia occidentale si sono archiate le temperature massime più alte di sempre per il mese di giugno. Va anche detto che le masse d’aria di origine sahariana provenienti direttamente dagli “arroventati” deserti del Marocco, già molto calde in origine, prima di spingersi verso il Portogallo e la Spagna tendono ulteriormente a surriscaldarsi grazie anche ai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (lente correnti discendenti in seno al regime anticiclonico che comprimono l‘aria verso i bassi strati surriscaldandola e deumidificandola ulteriormente) che interesseranno la cupola anticiclonica dinamica in quota, enfatizzando ulteriormente gli effetti della calura per l’azione di “compressione” esercitata nei confronti delle masse d’aria sub-tropicali.

Rtavn842Oltre al gran caldo l’avvezione calda sub-tropicale che sta per risalire in direzione della penisola Iberica e Mediterraneo occidentale verrà accompagnata da cieli velati o dall’aspetto lattiginoso, che renderanno l’atmosfera un po’ fosca. Caldo che non accennerà a placarsi neppure nei prossimi giorni visto la staticità della circolazione sinottica sull’area euro-atlantica che vede protagonista un robusto promontorio anticiclonico africano che dall’entroterra desertico marocchino elonga la sua “cuspide” proprio in direzione dei Pirenei e della Francia sud-occidentale, “avvettando” costantemente aria molto calda di origine sub-tropicale continentale che dai deserti marocchini si mette in moto verso la Spagna, fino a raggiungere il sud-ovest della Francia e il Golfo di Biscaglia.

Promontorio anticiclonico africano sulla Spagna che continuerà ad essere rinvigorito, poco più ad ovest, dalla presenza di un’ampia saccatura che dal tratto di oceano poco ad ovest dell’Islanda scivola verso le Azzorre, in pieno Atlantico.

Rtavn0616L’affondo di questa saccatura, legata alla depressione d’Islanda, sul vicino Atlantico, favorirà l’afflusso in quota, lungo il margine occidentale della struttura anticiclonica, di masse d’aria molto calde e secche, di tipo sub-tropicale continentale, che dai deserti del Marocco e dell’Algeria occidentale si sono spinte verso il sud della Spagna, dove sono giunte isoterme di +24°C +25°C alla quota di 850 hpa che inglobato gran parte del Portogallo e della Spagna meridionale, estendendosi sino al territorio francese. L’arrivo a tutte le quote delle calde masse d’aria sub-tropicali continentali continuerà a mantenere le temperature su valori molto elevati anche nei prossimi giorni, con picchi anche di oltre i +40°C +42°C fra il sud del Portogallo e l’Andalucia.