Alzheimer: secondo gli esperti prevenire è meglio che curare

"La ricerca di una 'statina' per l'Alzheimer è ora un passo imperativo". Ne è convinto Eric McDade della Washington University di St.Louis

Dopo decenni di tentativi infruttuosi e trial clinici interrotti su persone che avevano già sviluppato i sintomi, “la ricerca di una ‘statina’ per l’Alzheimer è ora un passo imperativo”. Ne è convinto Eric McDade della Washington University di St.Louis, che insieme a Randall J. Bateman illustra il suo pensiero in un commento su ‘Nature’. Per gli esperti, dunque, contro l’Alzheimer prevenire è meglio che curare: occorre avviare dei trial di farmaci preventivi, da somministrare prima della comparsa dei segni cerebrali della malattia, come si fa con le statine contro l’infarto.

Per analogia, l’idea è quella di lavorare con le famiglie caratterizzate da un esordio precoce della demenza, per studiare approcci preventivi utili a tutti. Secondo i ricercatori, quattro novità su altrettanti fronti rendono il momento propizio per trial di questo tipo: recentemente sono stati fatti passi avanti nella comprensione della patologia dell’Alzheimer, ci sono terapie promettenti e sicure da testare, e arrivano segni incoraggianti sia da potenziali finanziatori che dalle agenzie regolatorie. Con oltre 70 milioni di malati nel mondo stimati entro il 2030, non c’è da perdere tempo, concludono gli autori.