Amate l’insolito e il misterioso? Torna il Cicap-Fest, tra meraviglia e mistero

Il Cicap-Fest sarà la perfetta rappresentazione di quanto possa essere divertente, istruttivo e sorprendente fare incontrare scienza, meraviglia e mistero

Amate l’insolito e il misterioso? C’è un festival anche per voi: il CicapFest che si terrà a Cesena, in Emilia Romagna, dal 29 settembre al 1 ottobre, organizzato dal Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (Cicap) con quasi trent’anni di attività alle spalle. Tre giorni in cui si potrà assistere a spettacoli e performance letteralmente ‘sorprendenti’, partecipare a laboratori e a workshop, condividere insomma un week end fuori dal comune. Con 80 relatori, tra cui i giornalisti Piero Angela ed Enrico Mentana, il mago Silvan, la banda Osiris, il comico Raul Cremona, e tanti altri tra studiosi e ricercatori, l’edizione di quest’anno, la XIV, si presenta davvero interessante: ne parliamo con il segretario del Cicap, Massimo Polidoro. “Quest’anno l’appuntamento a Cesena con il Cicap -spiega Polidoro all’Adnkronos- diventa un vero e proprio Festival per chi ama la scienza ed è incantato dal meraviglioso. Oltre 100 gli eventi, tra cui relazioni e incontri con personaggi come Marco Malvaldi, James Randi, Annamaria Testa, a grandi scienziati come Silvio Garattini, Giacomo Rizzolatti, Antonella Viola, Gianluca Vago, Sergio Della Sala e Telmo Pievani. Poi conferenze nelle scuole, presentazioni, laboratori per ragazzi, una mostra di ‘illusioni ottiche interattive’ e tanti altri eventi gratuiti, aperti alla città. Per un fine-settimana trasformeremo Cesena nella ‘capitale’ dello spirito critico“. (Le iscrizioni al Cicap sono in aumento: tra i fondatori dell’associazione ci sono Piero Angela, Margherita Hack, Umberto Eco, Rita Levi Montalcini, Umberto Veronesi, e tra soci più importanti Carlo Rubbia, Edoardo Boncinelli, Giulio Giorello, Daniela Lucangeli, Giorgio Manzi, Lucia Votano. Con quali motivazioni le persone si iscrivono alla vostra associazione? “Finalmente ci si rende conto che il problema delle ‘bufale’ e delle pseudoscienze è tutt’altro che marginale -sottolinea Polidoro- La circolazione di notizie false sulla pericolosità dei vaccini non mette a rischio solo chi ci crede, ma la comunità. Se le ‘balle’ sui cambiamenti climatici, le scie chimiche o la possibilità di prevedere i terremoti iniziano a essere prese sul serio da politica o magistratura, indipendentemente dai fatti accertati, le conseguenze riguardano tutti“. Di fronte a questi problemi, infatti, prosegue il segretario del Cicap “è inevitabile che le persone aderiscano e cerchino di sostenere un’associazione come la nostra che, da quasi trent’anni, combatte contro lignoranza, superstizione e pregiudizio. Far parte del Cicap, inoltre, è divertente: si possono seguire corsi dedicati all'”indagine dei misteri, si fanno ‘tour’ guidati su luoghi misteriosi, si organizzano eventi di ogni tipo, si incontrano nuovi amici e si fa funzionare il cervello“. “Il Cicap -sostiene Piero Angela- è una vera e propria scuola intellettuale, una palestra insostituibile per il cervello. Spesso ho imparato molto di più sulla scienza occupandomi di pseudoscienza, piuttosto che di ricerca scientifica vera e propria. Perché qui si vede l’altra faccia della scienza e improvvisamente si illumina il paesaggio. Si capisce l’importanza dei controlli, la necessità delle verifiche, di avere un metodo e di quel sano scetticismo che ci tutela, impedendoci di cadere nelle trappole“. Le “fake news” sono il tema del momento: voi, in un certo senso, le avete anticipate e soprattutto combattute. “Proprio così -dice il segretario del Cicap- Quando abbiamo iniziato, nel 1989, le più importanti notizie ‘fake’ riguardavano il mondo dell’occulto e, dunque, di quello ci occupammo: maghi, ciarlatani, guaritori, veggenti… Poi, anche l’irrazionale si è fatto più subdolo: ha iniziato a vestire i panni della scienza, senza seguirne i metodi. Teorie pseudoscientifiche, relative alla salute, all’evoluzione, all’energia, alla storia… hanno incominciato a diffondersi, insinuando dubbi, alterando fatti storici, immaginando cospirazioni e complotti ovunque. Non siamo rimasti a guardare, ma abbiamo impiegato tutte le risorse per verificare e, ogni volta, sbugiardare quelle che erano le frottole maggiori“. Alcuni ‘maghi’ si sono lamentati, dicendo che con lo spiegare i ‘trucchi’ del mestiere, si toglie la poesia alla magia… “In realtà -risponde Polidoro- le uniche persone che si possono chiamare ‘maghi’ senza insultare l’intelligenza del pubblico, sono gli illusionisti, i prestigiatori, visto che i loro spettacoli hanno il fine di divertire: nessuno di loro pretende di possedere reali facoltà paranormali. Ebbene, tutti i più grandi illusionisti sostengono e affiancano il lavoro del Cicap, a partire dal re dei maghi, Silvan, che è nostro ‘socio emerito’“. “Non sveliamo i ‘trucchi’ dei prestigiatori onesti, ma sbugiardiamo chi si serve di trucchi per sfruttare la credulità umana, promette di guarire malattie o di parlare ancora con chi non c’è più. Tutto ciò non ha nulla a che fare con la poesia: è solo truffa“. Come si fa ad essere appassionati di scienza e razionalismo ma, contemporaneamente, amare l’insolito e il mistero? “Le due cose sono strettamente collegate -afferma Polidoro- Di solito si pensa che lo scienziato sia una persona fredda, che non si lascia andare alla fantasia. È vero l’opposto: lo scienziato cerca il mistero, perché è ciò che ancora non si conosce che va studiato e spiegato, e ha bisogno di grandissime dosi di fantasia per riuscire a escogitare sistemi sempre nuovi che gli permettano di interpretare e svelare i grandi segreti della natura“. “Siamo attratti dall’insolito e dal misterioso: a tutti noi piacerebbe trovare qualcosa di straordinario, ma c’è una differenza con chi si beve ogni cosa che gli racconta il web o la tv senza farsi troppe domande: prima di credere all’incredibile, noi vogliamo le prove. In una religione si crede per fede, ma la scienza ha bisogno di evidenze solide“. Il Cicap-Fest, dunque, sarà la perfetta rappresentazione di quanto possa essere divertente, istruttivo e sorprendente fare incontrare scienza, meraviglia e mistero.