Ambiente, WWF: nuovo nido di tartaruga marina trovato a Menfi

Menfi "si conferma una delle spiagge preferite dalle tartarughe marine"

Menfi, in provincia di Agrigento, “si conferma una delle spiagge preferite dalle tartarughe marine. A distanza di pochi giorni dalla deposizione del 6 luglio, un nuovo nido di Caretta caretta è stato rinvenuto il 12 luglio di primo mattino, a pochi metri di distanza dal primo, da Franco Mirabello, socio dei “Camminatori di Menfi”: la stessa persona che aveva scoperto il primo nido la scorsa settimana“. Mirabello ha immediatamente attivato la rete locale attraverso Dylan Pelletti di Wwf Young (attivo nel progetto Tartarughe marine) e l’associazione locale OfficinaAmbiente. Sul posto sono giunti a dare man forte anche gli operatori della vicina riserva di Torre Salsa (Siculiana), che hanno provveduto a recintare e mettere in sicurezza il nido. I nidi di Menfi, si legge sul sito del Wwf, verranno monitorati giornalmente fino a quando, all’approssimarsi della scadenza (le uova si schiuderanno tra circa 50-60 giorni) verranno sorvegliati H24 dai volontari del WWF ”Sicilia Area Mediterranea” sostenuti dal Progetto Euroturtles di cui il WWF Italia è partner. Il progetto europeo ha l’obiettivo di realizzare ”azioni collettive per implementare lo status di conservazione della popolazione europea di tartarughe marine” e in Italia viene svolto in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. La tartaruga marina comune (Caretta caretta) è una specie carnivora e gli individui attraversano nel corso della vita due diverse fasi ecologiche: all’inizio frequentano la zona superficiale del mare aperto e successivamente si spostano in fondali bassi. La tartaruga marina comune è una specie diffusa tanto nelle acque degli Oceani Atlantico, Indiano e Pacifico quanto nel bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. In particolare, nel Mediterraneo, i siti di deposizione delle uova sono localizzati soprattutto nella parte orientale: Grecia, Turchia, Cipro, Libia, mentre nella parte occidentale le nidificazioni sono da ritenersi eccezionali. In Italia, se i nidi deposti ogni anno sono solo alcune decine di unità (contro le 7 mila dell’intero Mediterraneo), i mari attorno alla penisola rivestono grande importanza per le popolazioni del bacino. Le tartarughe sono seriamente minacciate dall’uomo, in quanto sono sensibili a molte delle attività umane, tra cui il disturbo del turismo nelle aree di riproduzione, e la pesca accidentale. Si stima che ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscano catturate negli attrezzi da pesca nel Mediterraneo e che di queste oltre 40.000 muoiano. Le sette specie di tartaruga marina che abitano i nostri mari e oceani sono fortemente minacciate dall’uomo. La cementificazione, il degrado delle coste e dei litorali prescelti per la nidificazione e soprattutto l’impatto con i sistemi di pesca costituiscono le principali minacce per questa specie, basti pensare alle reti a strascico, gli ami dei palangari e le reti fisse, dalle quali un gran numero di tartarughe viene catturato accidentalmente, causando la morte di più di 40.000 tartarughe l’anno. Decine di tartarughe ferite vengono soccorse e accolte nei Centri di Recupero Wwf (Policoro, Molfetta, Lampedusa e Torre Guaceto) dove vengono curate e liberate.