Astrofisica: TRAPPIST-1, sfida per l’abitabilità

Un team dell'Harward Smithsonian Center for Astroph6ysics ha individuato alcune problematiche legate all'esistenza di della vita sui pianeti del sistema di TRAPPIST-1

Questa rappresentazione artistica mostra TRAPPIST-1 e i suoi pianeti su una superficie riflettente. La potenziale presenza di acqua suii pianeti è evocata dalla brina, dalle gocce d'acqua e dal vapore che circonda la scena. L'immagine è sulla copertina del numero del 22 febbraio 2017 di Nature. Credit: NASA/R. Hurt/T. Pyle

Due gruppi di ricerca guidati dall’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics hanno identificato le principali problematiche relative allo sviluppo della vita nell’ormai celebre sistema planetario TRAPPIST-1.
Primo tra tutti, la temperatura: la stella Trappist 1 è una nana rossa che ruota rapidamente generando un’intensa quantità di radiazioni ultraviolette che potrebbe distruggere le atmosfere dei sette pianeti, compresi i tre, situati nella fascia abitabile.
E non è tutto. TRAPPIST 1 – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – sta emettendo flussi di particelle verso lo spazio e la pressione del vento che imperversa sui suoi pianeti è da mille a centomila volte superiore a quella esercitata dal vento solare sulla Terra.

Di questo passo, il campo magnetico della stella si connetterà a quello dei sette pianeti consentendo il passaggio del flusso di particelle direttamente nella loro atmosfera, facendola evaporare.
La ricerca della vita intorno alla nane rosse è in definitiva più difficile del previsto. Le probabilità di trovare forme di vita complesse su altri pianeti sono legate al proseguimento delle ricerche riguardanti le stelle con caratteristiche simili al nostro Sole.