Dal Viagra al Valium, i medicinali scoperti per caso

Nel laboratori Pfizer un trattamento studiato per l'angina, e poi fallito, si è trasformato nel Viagra

Non solo casinò e sale giochi: la Dea bendata frequenta anche i laboratori di ricerca. A dimostrarlo sono i tanti farmaci, anche blockbuster, scoperti per caso. L’ultimo del gruppo è il vaccino contro la meningite, che si è rivelato a sorpresa protettivo contro la gonorrea. Ma la cosiddetta serendipity ha ‘colpito’ anche nel caso della nascita della celebre pillola blu anti-impotenza. Nel laboratori Pfizer un trattamento studiato per l’angina, e poi fallito, si è trasformato nel Viagra: nel corso dei primi trial clinici sul principio attivo (sildenafil), i volontari che assumevano la pillola riferivano ‘in massa’ delle erezioni improvvise e durature. Dopo una serie di indagini, si è scoperto l’effetto del farmaco sulle arterie dell’organo maschile. Dal suo debutto nel 1998, ricorda ‘The Guardian’, il medicinale ha migliorato la vita sessuale di milioni di uomini. Non solo: anche la penicillina fu scoperta per caso. Tornando al lavoro dopo una vacanza di un mese in Scozia nel 1928, il patologo Alexander Fleming rimase stupido nel notare cosa era accaduto a una piastra di Petri abbandonato agli elementi: nel suo laboratorio al St. Mary’s Hospital la finestra era infatti rimasta aperta. Ebbene, in sua assenza il contenitore, dov’era in coltura il batterio stafilococco aureo, era stato contaminato da una muffa. Fleming ha notato che vicino al fungo la crescita del batterio si era interrotta: lo scienziato si era letteralmente imbattuto nel primo antibiotico, il killer dei batteri. Anche la storia del primo pacemaker è legata al caso. Un ingegnere di New York, Wilson Greatbatch, nel 1956 stava cercando di costruire un dispositivo che registrava i battiti cardiaci, ma accidentalmente ha installato un pezzo sbagliato nel suo prototipo, che ha iniziato a emettere regolari impulsi elettrici. Realizzando che questi impulsi erano in grado di riprodurre la normale attività elettrica del cuore, l’ingegnere si è reso conto del potenziale del dispositivo. Dopo qualche anno di studio, il suo progetto di un pacemaker che poteva essere impiantato nel cuore è stato brevettato e presto è entrato in produzione. I discendenti di quel device hanno corretto il battito di milioni di pazienti. Come dimenticare poi la storia decisamente avventurosa della scoperta della causa dell’ulcera? L’identificazione, nel 1982, dell’Helicobacter pylori come causa della malattia è dovuta all’intuizione di due scienziati australiani, i premi Nobel Robin Warren e Barry Marshall. Nella loro pubblicazione, molto criticata all’epoca, i due ricercatori sostenevano che le ulcere gastriche fossero causate dalla colonizzazione di questo batterio e non da stress o cibo piccante, come si riteneva all’epoca. A suggerirlo la biopsia dello stomaco di diversi loro pazienti. Per dimostrare la loro ipotesi, Marshall bevve deliberatamente una piastra di Petri con una cultura di microrganismi estratti dallo stomaco di un suo paziente. Tempo una settimana, il ricercatore sviluppò tutti i sintomi dell’ulcera. I suoi sintomi scomparvero totalmente, dopo un trattamento a base di antibiotici. Anche alcuni antidepressivi furono scoperti per caso: l’iproniazide fu usato all’inizio per trattare la tubercolosi. Per non parlare della prima benzodiazepina, il clordiazepossido, identificato casualmente nel 1955 da un immigrato polacco negli Usa, Leo Sternbach, a partire da un composto chimico che aveva sintetizzato 20 anni prima in Polonia, mentre stava lavorando a una nuova vernice. La vernice è stata un fallimento, ma le benzodiazepine come il celebre Valium sono rapidamente diventate i farmaci più prescritti in Usa.