Distacco iceberg Antartide, il Cnr: “La causa è il cambiamento climatico? Non ci sono prove”

Il distacco dell'iceberg dalla piattaforma Larsen C, in Antartide, è un "evento eccezionale" del quale "non ci sono evidenze dirette per dire che sia una conseguenza dei cambiamenti climatici"

Il distacco dell’iceberg dalla piattaforma Larsen C, in Antartide, è un “evento eccezionale ma che non influisce sull’innalzamento del livello del mare” e del quale “non ci sono evidenze dirette per dire che sia una conseguenza dei cambiamenti climatici”. Lo afferma all’AGI Carlo Barbante, glaciologo e direttore dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr).

Barbante, che partecipa, tra gli altri, ai progetti internazionali per lo studio dei ghiacciai, ‘Beyond Epica – Oldest Ice’ e ‘Ice Memory’, ricorda che “eventi di questo tipo sono comuni,” in quanto “le piattaforme dell’Antartide drenano cosi’ l’enorme quantita’ di massa nella calotta”, ma l’eccezionalità del distacco è dovuto alla ripresa in diretta del satellite Sentinel: “la dinamica è seguita nei minimi particolari e questo servira’ per studiare meglio” i fenomeni.

“Le piattaforme – spiega – non contribuiscono all’innalzamento del livello del mare, vi è già un equilibrio. E’ come del ghiaccio che si spezza in un bicchiere di Coca-Cola…”. I fenomeni però “vanno monitorati perché questi distacchi riducono la barriera di ghiaccio” presente nell’Antartide. Solo “negli anni a seguire” si potrà avere una visione più completa e capire se vi sia stata un’influenza sul riscaldamento globale.

La superficie dell’iceberg distaccatosi dalla piattaforma Larsen C è di circa 5.800 chilometri quadrati (grande come il Lazio). Lo spessore è di 200 metri e l’iceberg emerge dalla superficie dell’oceano per circa 30 metri. Oltre alla barriera di ghiaccio Larsen C, in Antartide, sono presenti altre due piattaforme indicate con le lettere A e B: la prima si è rotta nel 1995, la seconda è parzialmente crollata nel 2002.