Ecofuturo 2017: le tecnologie per le smart cities sono le protagoniste

La sostenibilità ambientale non è un optional, è la chiave per un futuro sostenibile

Con la seconda giornata del Festival Ecofuturo, che si sta svolgendo al Fenice Green Energy Park di Padova, si entra nel vivo della transazione energetica, illustrando le ecotecnologie per le smart cities. Questa mattina è stata la volta della rigenerazione urbana strumento essenziale per riqualificare il territorio, che è stato il tema di inizio dei lavori della seconda giornata del festival delle ecotecnologie e degli autocostruzioni. Una giornata dedicata agli strumenti per valorizzare il territorio e le città, attraverso l’efficienza energetica, l’illuminazione a LED e mobilità elettrica. Fondamentali le esperienze concrete riportate da Daniele Tagliolini sulla riconversione energetica degli edifici scolastici della Provincia di Pesaro o l’ecologia nei servizi pubblici: Tivoli e il suo Piano innovativo verso rifiuti zero” presentato da Francesco Girardi. Altri argomenti centrali sono stati l’abitare solidale, il verde compensativo e gli orti urbani bioattivi. Sono intervenuti Massimo Centemero (CIC – Consorzio Italiano Compostatori) sul biometano dalla frazione umida della raccolta differenziata, soluzione che può portare a un drastico aumento della sostenibilità del ciclo dei rifiuti in ambito urbano; Manuela Bagatta (Coop Arvaia di Bologna) ha raccontato dell’esperienza della cooperativa agricola in città, altra soluzione importante nell’ambito della riqualificazione urbana e Yan Yang (Green Volunteer League of Chongquin) ha parlato della logistica dell’ultimo miglio, delle potenzialità di miglioramento in direzione di una maggiore sostenibilità e dell’impatto ambientale, illustrando problemi e soluzioni che arrivano dalla Cina. A conclusione si è svolto il colloquio fra Jacopo Fo e Fabio Brescacin (Ecor) sulla rivoluzione BIO.

Nel pomeriggio si è tenuta la sessione sulle bonifiche possibili durante la quale è stata illustrata la ecotecnologia Limpidho che consente di effettuare una serie di bonifiche in maniera molto più sostenibile rispetto a quelle utilizzate in questi anni.

«Per la città di Padova è un onore ospitare il Festival Ecofuturo, qui al Parco Fenice esempio di città sostenibile e di buona gestione del territorio. I temi che si trattano in questo momento al convegno sono per noi strategici, dalla sostenibilità ambientale all’uso delle tecnologie per la gestione della qualità dell’ambiente, dipende anche il futuro e la qualità della vita di tutti noi. Gli atti, le aziende e i soggetti che fanno parte di questo appuntamento possono essere una risorsa per la nostra città. – ha detto l‘Assessore al Lavori pubblici del Comune di Padova, Andrea Micalizzi – Padova è la città delle acque che per noi sono importanti dal punto di vista storico, paesaggistico e ambientale, il sistema dell’ecodragaggio, per esempio, potrebbe avere un utilizzo importante per la città».

E  circa l’ecotecnologia per i dragaggi sostenibili ha parlato Davide Benedetti, presidente di Decomar: «Limpidho ha cambiato il paradigma di un modello di sviluppo insostenibile, realizzando un prelievo chirurgico che preserva l’ambiente circostante, creando uno spostamento degli inquinanti e recuperando i sedimenti vergini, classati in modo preciso, resi cristallini, epurati da particelle finissime. Limpido crea una sinergia tra i porti, trappole naturali di sedimenti, che possono diventare primi sponsorizzatori degli interventi antierosivi per le strutture balneari. La sostenibilità ambientale non è un optional, è la chiave per un futuro sostenibile e non possiamo permetterci di pensare che ci sia la dicotomia tra dragaggio ed ecodragaggio, il futuro potrà essere solo ecodragaggio».

Il recupero energetico
La sessione pomeridiana della prima giornata di Ecofuturo, ieri, è iniziata con la pirolisi reinventata, efficiente e inseribile presentata da Giuseppe Bartolini di Legno Energia e i microimpianti a pirolisi per potature illustrate da Paolo Rossi (New Eng). Con Fabio Barbato si è affrontato il tema di energia low cost e microalghe per poi passare all’innovazione del bassobollente Una vera rivoluzione che consente il funzionamento di impianti a energia elettrica che possono operare a temperature da 70 a 150 gradi centigradi e sono quindi in grado di utilizzare il calore che viene di solito considerato “di scarto” per la produzione elettrica ed a illustrare tutto ciò è stato Alessandro Quintarelli (Zuccato Energia) ORC. La sessione sulle potenzialità del recupero energetico è proseguita con la presentazione dell’Ing. Fabio Latini sugli scambiatori in pozzo e sulla possibilità di produzione di energia elettrica e termica da geotermia e recupero energetico, argomento ripreso nell’intervento del Prof. Giuliano Gabbani che ha mostrato come utilizzare lo sviluppo degli scambiatori in pozzo per il recupero dell’energia geotermica, ossia quella della terra, assieme a Giuseppe De Natale (INGV – Osservatorio vesuviano).