Ecofuturo, superare il diesel: biogas ed elettrico possono coesistere e collaborare

La transizione delle fonti fossili alle rinnovabili passa attraverso il gas naturale, anzi il biogas che entro quindici anni potrebbe raggiungere il 12% dei consumi nazionali

Oltre il diesel, per l’ambiente e il clima. Questa è stata il punto cardine della mattinata al Festival di Ecofuturo in svolgimento al Green Energy Park la Fenice di Padova. E la transizione delle fonti fossili alle rinnovabili passa attraverso il gas naturale, anzi il biogas che entro quindici anni potrebbe raggiungere il 12% dei consumi nazionali. Sulle prospettive del biometano in Italia è intervenuto, Lorenzo Maggioni del CIB-Consorzio Italiano Bio) gas che ha ribadito la preferibilità ambientale del biometano come biocarburante citando lo studio della DENA (l’Agenzia tedesca per l’energia) in base al quale le emissioni di CO2 sarebbero pari a quelle di un’auto elettrica alimentata da eolico. Maggioni poi sottolinea: «Ecco perché il CIB è fortemente interessato a che il potenziale italiano degli 8 miliardi di metri cubi di produzione di biometano al 2030 possa incominciare a essere finalmente erogato ai distributori. Le nostre aziende agricole sono pronte». Insomma la conversione dei motori endotermici anche diesel, a biometano è una realtà e riguarderà specialmente il trasporto pesante e quello navale che per parecchio tempo non saranno interessati dalla rivoluzione della mobilità elettrica. Ad affrontare questa tematica è stato Roberto Roasio, di Ecomotive Solutions che ha presentato una carrellata d’esempi partendo dal retrofit dei normali autocarri che ora può si può fare anche con il GNL (Gas naturale liquefatto) raggiungendo gli 800 chilometri l’autonomia dei mezzi, per arrivare alle imbarcazioni.

Successivamente Alessandro Giubilo di Flexienergy ha parlato dell’alleanza tra mobilità elettrica e biometano. «Per valutare e confrontare le auto elettriche con quelle a metano è necessario utilizzare l’indice WTW (dalla fonte alla ruota) che permette di rendere confrontabili tra loro diverse tecnologie propulsive e carburanti, sia dal punto di vista dell’efficienza del mezzo di trasporto, sia del rendimento della tecnologia». Il risultato di questa analisi nel caso dell’elettrico e del biogas è di assoluta parità. Entrambi i sistemi emettono 5 grammi di CO2 per chilometro, pochissimo se si pensa che in media un’autovettura a carburanti fossili emette tra i 180 e i 200 grammi di CO2 per chilometro.

«Nelle scelte della mobilità locale giocano un ruolo importante tutta una serie di relazioni che sono complesse. – ha detto in chiusura della sessione il vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni – Ci sono le modalità della logistica, le abitudini dei cittadini e quelle degli altri soggetti coinvolti nella questione della mobilità che sono rigide e che aumentano la complessità delle soluzioni, perché è necessario conciliare tutte queste diverse esigenze. Ma difficoltà a parte, penso che siamo avanti a una trasformazione che va al di la di ciò che ci siamo detti oggi, pensiamo solo a come trasformeranno la mobilità locale i veicoli a guida autonoma che, contrariamente a ciò che si pensa normalmente, non riguardano solo quella individuale.  sarà l’innovazione a guidare le scelte delle amministrazioni».