Incendi: “Nella nuova legge pene più severe, se non basta pronti ad aumentarle”

"Rintracciare gli autori degli incendi è un compito molto duro, per questo gli arrestati sono pochi"

LaPresse/Gerardo Cafaro

Gli episodi di questi giorni sono fatti gravissimi che evidenziano condotte dolose ed un interesse della criminalità organizzata a colpire il territorio e il suo sviluppo economico e turistico. Si evidenzia un disegno criminoso ben preciso di fronte al quale si deve tenere una linea dura, la risposta dello Stato deve essere forte“. Così il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, in un’intervista a ‘Il Messaggero’, convinto che “la riforma degli ecoreati sia una delle più importanti approvate in questa legislatura, ha avuto il pregio di rafforzare la tutela repressiva e penale dell’ecosistema e colmare una lacuna del nostro ordinamento“. “Rintracciare gli autori degli incendi è un compito molto duro, per questo gli arrestati sono pochi. Chi appicca il fuoco si limita a gettare una tanica di benzina ed un fiammifero e fugge“, sottolinea Ferri a giudizio del quale “le norme ci sono, ora però bisogna investire in risorse e tecnologia per rilevare condotte delittuose e proteggere le zone a rischio a cominciare proprio dal Vesuvio e dall’area di San Vito lo Capo, non a caso due zone ad altissima infiltrazione da parte della criminalità organizzata. Oltre ai classici strumenti investigativi, come un ampio uso di intercettazioni telefoniche e ambientali, sono necessarie risorse per lanciare un piano di intervento di controllo del territorio, soprattutto nel periodo estivo, per monitorare i territori più a rischio“. Quanto al trattamento sanzionatorio “non c’è nessuna preclusione all’idea di fare un tagliando alla normativa se il testo ancora non funziona, ma al momento l’importante dotare gli investigatori di tutti gli strumenti di indagine e lavorare alla prevenzione. Tema sul quale non mancano i segnali positivi“.