Incendi Sicilia, la protezione civile: “troppi roghi per i nostri uomini e mezzi”

Decine di roghi, alimentati dalle temperature roventi, hanno mandato in fumo centinaia di ettari di macchia mediterranea e zone boschive

“Il sistema nel suo complesso ha funzionato e la risposta c’è stata. Certamente è perfettibile ma occorre riconoscere che i vigili del fuoco sono stati impegnati fino allo stremo, i forestali hanno lavorato giorno e notte e l’impegno dei volontari è stato massimo”. A dirlo all‘AdnKronos è Calogero Foti, capo della Protezione civile in Sicilia, dopo le polemiche degli ultimi giorni legate all’emergenza INCENDI scoppiata nella regione. Decine di roghi, alimentati dalle temperature roventi, hanno mandato in fumo centinaia di ettari di macchia mediterranea e zone boschive. Una devastazione che ha spinto molti a puntare il dito contro la Regione e l’assenza di un adeguato piano di prevenzione e a chiedere le dimissioni degli assessori all’Agricoltura e all’Ambiente, Antonello Cracolici e Maurizio Croce. Polemiche che il numero uno della Protezione in Sicilia bolla come “sterili” perché “molti hanno parlato senza neppure sapere cosa dicevano”. “Davanti a un fenomeno così vasto, con circa 300 roghi divampati da un capo all’altro dell’Isola – dice Foti -, non potevano esserci uomini e mezzi sufficienti”. La disponibilità dei mezzi aerei avrebbe aiutato? “Certamente sì, ma non sarebbero bastati – assicura -. Davanti a 300 fronti avremmo avuto bisogno di centinaia di canadair. La flotta aerea dello Stato, che è la più grande d’Europa, ha appena 16 mezzi. Lo sforzo è stato improbo”. Per Foti, allora, invece di “prendersela con la Regione” sarebbe necessario inchiodare alle proprie responsabilità i piromani, “veri artefici di questo disastro perché l’autocombustione non esiste”. Ma l’emergenza INCENDI per il capo della Protezione civile regionale è “un problema di tutti” che richiede anche un maggiore impegno delle forze dell’ordine nel pattugliamento del territorio. “Il contributo nella lotta deve arrivare anche dai cittadini – spiega Foti – i cui fondi diventano i punti di innesco. Le fiamme non partono dai boschi che dai roghi subiscono i danni maggiori, ma dai terreni dei privati lasciati spesso in stato di degrado e di abbandono. Prima di puntare il dito contro la Regione, occorrerebbe che ognuno facesse la propria parte”. In questo momento, in ogni caso, “le polemiche non servono, al contrario occorre la collaborazione di tutti”. Nelle prossime ore, grazie anche a un abbassamento delle temperature, “la situazione dovrebbe essere più tranquilla ma l’attenzione deve resta altissima. Servirebbero – conclude Foti – delle pattuglie dinamiche utili a garantire un maggiore controllo del territorio e fare così da deterrente all’azione dei piromani”.

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