Incendio Vesuvio, i residenti nel Parco: “E’ lutto cittadino”

"Il monte Somma da meta' montagna e' completamente pieno di fumo. Questo fa pensare che ci sia un incendio sul monte all'altezza di 500-600 metri. Il fumo è denso e acre e copre la città"

LaPresse/Gerardo Cafaro

“Il monte Somma da meta’ montagna e’ completamente pieno di fumo. Questo fa pensare che ci sia un incendio sul monte all’altezza di 500-600 metri. Il fumo e’ denso e acre e copre la citta’”. Cosi’ Davide Costa, residente nel comune Sant’Anastasia, cittadino “amareggiato” del Parco del Vesuvio racconta all’Agenzia Dire l’angosciosa situazione che stanno vivendo gli abitanti dell’intera zona vesuviana.

“Un fumo che da due giorni, ormai, da’ seri problemi agli occhi e alla respirazione. Viviamo con le finestre chiuse nonostante il caldo”. I residenti di diversi comuni inseriti nel Parco nazionale stanno seguendo alla lettera le indicazioni dei sindaci che, attraverso ordinanze, hanno consigliato di non uscire di casa se non e’ indispensabile e di stare con le finestre chiuse. “Non e’ questo il caso di Sant’Anastasia”, spiega Costa, “ma da stamattina l’incendio e’ arrivato anche su questo versante”.

Il fronte del fuoco e’ ora unico “dopo che inizialmente gli incendi erano tre. Quello di Terzigno, quello di Pompei e quello di Ercolano“. La paura e’ tanta ammette Costa e non solo per la “salute pubblica”. I sentimenti che si provano sono tanti. Si parte dalla rabbia perche’ “la tragedia era fortemente evitabile. Il primo incendio, quello di Ercolano, era da cinque giorni sotto gli occhi di tutti e non si e’ fatto nulla per spegnerlo. Per altri incendi che si sono manifestati dall’inizio della mattinata di ieri non c’e’ sttao l’intervento dei canadair. Per questo c’e’ forte rabbia”.

Una Rabbia mista a rammarico perche’ “la pulizia del sottobosco non viene fatta come dovrebbe essere fatta e il territorio non viene curato. I rifiuti che vengono lasciati nel corso delle gite, ma non solo quelli, sono diventati ‘benzina’ per l’incendio”. A preoccupare, pero’, non sono solo gli incendi sul Vesuvio. È notizia di questo primo pomeriggio, infatti, che, proprio a Sant’Anastasia, qualcuno ha appiccato un incendio “a valle con un fumo denso e nero. Si sospetta che qualcuno abbia incendiato copertoni e materiale vario. La delinquenza sta approfittando di questa situazione di forte tensione. Il sindaco lo ha anche scritto su Facebook che quello delle 12,30 circa di stamattina non ha nulla a che fare con i roghi del Vesuvio e del Monte Somma”.

Davide Costa e’ “amareggiato con le istituzioni, con me stesso e con i miei concittadini. Mi auguro che tutti i sindaci della zona dopo questa emergenza proclamino il lutto cittadino perche’ e’ morto il Parco nazionale del Vesuvio”. Ora la speranza e’ che “si spengano tutti i focolai e che si faccia subito una forte opera di rimboschimento. Il pericolo e’ che con le prime piogge si possa verificare una nuova Sarno. Mi auguro che questo veloce rimboschimento sia fatto da aziende che non sono in odore di mafia perche’ sarebbe un ulteriore schiaffo che non ci meritiamo. Mi auguro – conclude Costa – che le autorita’ tutte convergano nel dare dignita’ al territorio. Qui non e’ difficile trovare aziende, associazioni e uomini onesti e se cosi’ non sara’ e’ perche’ lo hanno voluto”.