Legambiente, la Goletta dei laghi sul Benaco: nel lago di Garda su 19 punti campionati 13 sono fuori dai limiti di legge

Goletta dei Laghi è la campagna nazionale di Legambiente a tutela dei bacini lacustri italiani

Si è conclusa con la quinta tappa del lago di Garda la prima parte dell’edizione 2017 della Goletta dei laghi di Legambiente, che ha visto l’equipaggio impegnato in un tour sui principali bacini del nord Italia. Questa mattina sono stati resi noti i risultati delle analisi microbiologiche dei campioni prelevati nel Benaco: i dati dimostrano che in particolare sulla sponda bresciana del lago permangono criticità storicamente rilevate dalle analisi di Goletta dei laghi. Alla conferenza stampa erano presenti il responsabile della campagna Goletta dei Laghi Simone Nuglio, la responsabile delle attività scientifiche di Goletta dei Laghi Stefania Di Vito, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine, per Arpa Lombardia Valeria Marchesi. La conferenza è stata anche l’occasione per presentare il dossier regionale Goletta dei Laghi 2017 sullo stato di salute dei principali bacini del nord Italia, per fare il punto sui monitoraggi effettuati da Legambiente e sullo stato delle procedure di infrazione delle direttive europee sulla depurazione.

«L’obiettivo della Goletta dei laghi – spiega Simone Nuglio, responsabile della campagna Goletta dei laghi di Legambiente – non è solo denunciare situazioni critiche per la qualità dell’acqua, ma anche stimolare un dialogo tra le diverse amministrazioni e le autorità di controllo in un’ottica di sistema. Il lago rappresenta già di per sé uno straordinario tavolo di confronto, che deve superare le mere competenze locali. La balneabilità delle acque e la gestione del territorio in nome della tutela degli ecosistemi lacustri e della biodiversità, devono essere considerati strumenti importanti per promuovere la qualità del territorio varesotto dando più forza anche a un turismo sostenibile». Goletta dei Laghi è la campagna nazionale di Legambiente a tutela dei bacini lacustri italiani, in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont, giunta quest’anno alla dodicesima edizione. Nelle analisi della Goletta dei laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago. Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

IL DETTAGLIO DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE DI GOLETTA DEI LAGHI

Nel complesso su 19 punti monitorati sono risultati 3 inquinati e 10 fortemente inquinati. In particolare i campioni prelevati in Trentino si attestano anche in questa edizione entro i limiti dei legge. Sulla sponda lombarda del lago di Garda risultano fortemente inquinati i campioni prelevati nel torrente al confine tra Toscolano Maderno e Boiaco (Rio Lefà), un punto monitorato per la prima volta su segnalazione del circolo locale; a Salò presso la foce del canale adiacente la spiaggia Le Rive; a Padenghe sul Garda alla foce del torrente nei pressi del porto; a Desenzano del Garda allo scarico presso lo sfioratore in zona Maratona, allo scarico presso la Spiaggia d’Oro e allo scarico a sud della Lega Navale, tre punti inseriti quest’anno nel monitoraggio su segnalazione dei cittadini. Risultano inquinati secondo le analisi di Goletta i campioni prelevati a Toscolano Maderno alla foce del torrente Toscolano e a Salò presso la foce del torrente Barbarano, registrando un peggioramento rispetto alla passata edizione. Rientrano nei limiti di legge i prelievi effettuati a Toscolano Maderno presso la Spiaggia Riva Granda, a Padenghe sul Garda presso la foce del torrente Rio Maguzzano e a Desenzano del Garda alla foce del canale presso via Francesco Agello (SPBS11) incrocio via Giulio Cesare, rilevando un miglioramento rispetto ai monitoraggi effettuati l’anno scorso. Sulla sponda veneta risultano fortemente inquinati i campioni prelevati a Garda alla foce del torrente Gusa, a Lazise presso la foce del torrente Marra, a Castelnuovo del Garda presso la foce del Rio Dugale dei Ronchi, a Valeggio sul Mincio nel canale di sbocco del depuratore, confermando il trend negativo delle passate edizioni e a Bardolino alla foce del torrente San Severo, con un peggioramento rispetto al 2016. Inquinato risulta, invece, il campione di Pai alla foce del canale presso via Pai di Sotto (SR249) all’incrocio con via Alessandro Manzoni, un dato negativo rispetto alle edizioni precedenti di Goletta dei Laghi. Rientrano nei limiti di legge i prelievi effettuati a Peschiera del Garda alla foce del torrente Rio Sermana, registrando un miglioramento rispetto al 2016, e a Valeggio sul Mincio nel fiume in località Salionze, riconfermando il dato positivo delle passate edizioni. «I dati relativi al lago di Garda dimostrano come non sia più possibile perdere ulteriore tempo nel trovare una soluzione per sistemare le situazioni critiche ricorrenti come a Desenzano, Salò e Padenghe del Garda. Una condizione inaccettabile se si considerata la grande affluenza di turisti e di bagnanti – commenta Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia – Auspichiamo che si attivi un percorso condiviso tra le regioni Veneto e Lombardia, affinché si trovino le risorse per un nuovo collettamento delle acque reflue. La Lombardia sconta il fatto che in troppe province Ato e enti gestori hanno avuto un processo lungo di aggregazione e ancora molto rimane da fare. La salute dei cittadini e del lago non può più aspettare». La conferenza stampa di presentazione dei risultati del monitoraggio del lago di Garda è stata occasione anche per lanciare le Proposte per il lago che Legambiente consegna a Comuni rivieraschi e alle Regioni Lombardia e Veneto che nei prossimi giorni, attraverso i propri rappresentanti e insieme agli enti gestori che operano sul Benaco, incontreranno il Commissario nazionale per la Depurazione, Enrico Rolle. Il documento prevede: la promozione della redazione del progetto definitivo ed esecutivo, nonché la sua realizzazione, del nuovo impianto di collettamento del Garda, ampliato anche alle parti di territorio direttamente connesse se pur non scolanti nelle acque del lago; l’introduzione, per tutte le dinamiche che coinvolgono il Garda, del concetto di “limite”, in particolare per l’edificabilità, le presenze turistiche e la viabilità; la promozione di uno studio approfondito sulla fascia perilacuale che ne preveda la rinaturalizzazione; la valutazione dello stato di salute dei corsi d’acqua che scendono a lago, promuovendo periodici prelievi delle loro acque per verificare la presenza di inquinanti, organici e non; l’istituzione di un Osservatorio Interregionale per il Garda, che riunisca tutti gli attori del territorio, da quelli istituzionali alle associazioni accreditate, con compiti di tutela dell’ecosistema e di promozione di attività scientifica e di ricerca per la formulazione di proposte idonee alla definizione di politiche di valorizzazione del territorio gardesano. Per il secondo anno il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche presenti nelle acque. I dati raccolti verranno elaborati nei laboratori di Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – e presentati in autunno. L’edizione 2016 ha consentito di ottenere un database di informazioni sulla presenza di microplastiche unico in Italia. Secondo i dati raccolti il lago di Garda presenta una densità di media di oltre 25mila particelle per chilometro quadrato. La stazione a maggiore densità di microplastiche su chilometro quadrato èquella tra Riva del Garda (Tn) e Torbole sul Garda (Tn), nella porzione a nord e più stretta del bacino e sotto l’influenza degli apporti del fiume Sarca e dei torrenti Varone e Arbola. I transetti nella parte meridionale, invece, sono nella porzione più larga del Benaco e vi èuna minore presenza di particelle. Delle stazioni a sud da Desenzano del Garda verso Sirmione, sono quelle con maggiore densità ed anche quelle più prossime alla costa bresciana, sulla quale insistono aree in cui la Goletta dei Laghi riscontra da anni presenza di scarichi non sufficientemente depurati (Padenghe sul Garda e Desenzano del Garda).