Maltempo, tromba d’aria nel Parmese: “Chiederemo lo stato d’emergenza”

"Quando accadono fenomeni di questo tipo credo sia importante rendere immediatamente concreta la presenza della Regione, per definire da subito il quadro dei bisogni"

“Quando accadono fenomeni di questo tipo credo sia importante rendere immediatamente concreta la presenza della Regione, per definire da subito con gli amministratori locali il quadro dei bisogni e le risposte più adeguate da dare rispetto quanto accaduto. Lo abbiamo fatto oggi, così come in tutte le occasioni in cui eventi atmosferici hanno colpito le nostre comunità”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che, accompagnato dal sindaco Antonio Dodi, dall’assessore regionale alla difesa del suolo Paola Gazzolo e dal direttore delll’Agenzia per la protezione civile Maurizio Mainetti ha visitato le zone colpite dalla tromba d’aria che si è abbattuta ieri sul territorio di San Secondo Parmense (Parma), in particolare sulla frazione di Castell’Aicardi, per rendersi conto direttamente della situazione generata dall’evento atmosferico.

“Chiederemo lo stato di emergenza nazionale”, ha assicurato Bonaccini. La Regione estenderà la procedura già aperta per il territorio di Ravenna, in modo tale rendere possibile il rimborso dei danni subiti anche per i fabbricati privati e ha comunque già assicurato al sindaco la propria disponibilità a sostenere economicamente gli interventi più urgenti sulla parte pubblica, se necessari, una volta stabilite le priorità.

“Purtroppo ogni giorno – ha concluso il presidente – abbiamo la prova di come i cambiamenti climatici stiano condizionando la vita delle nostre comunità. Confermiamo una volta di più il nostro impegno per un modello di crescita sostenibile, come dimostra il piano energetico regionale che prevede un investimento di quasi 250 milioni in tre anni per la green economy e le fonti e energetiche rinnovabili, oltre al rispetto dell’accordo di Parigi, ribadito anche al recente G7 Ambiente di Bologna”

. Per quanto riguarda i danni accertati sulla base di una prima verifica (interessati 20 edifici, danneggiate soprattutto le coperture, con diversi case private e due stalle, una delle quali di un allevamento in attività con circa 100 capi bovini), si attende una prima stima economica.Sono già al lavoro, comunque, i tecnici per affrontare le prime emergenze, compreso una squadra di tecnici Arpae impegnati nello smaltimento di materiali contenenti amianto.