Medicina: 600mila malati di Parkinson stimati in Italia, sempre più giovani

"Il Parkinson non è più solo una malattia che colpisce gli anziani, infatti sono sempre di più i giovani a cui viene diagnosticato"

Sono circa 600 mila i malati di Parkinson stimati in Italia e le diagnosi di casi che colpiscono giovani sono in aumento. E’ questo il quadro tracciato dal Comitato nazionale associazioni Parkinson, che oggi per la prima volta è stato ricevuto al ministero della Salute. Il Comitato, nato da pochi giorni, riunisce le principali organizzazioni italiane che da anni si occupano di questa malattia: Associazione WeAreParky, Associazione Aigp, Parkinson Italia e Associazione italiana parkinsoniani. Si è trattato di un incontro storico, poiché negli ultimi vent’anni le associazioni di parkinsoniani non sono mai state riunite in un’unica organizzazione. “Lo staff del ministro Lorenzin ha ascoltato con interesse ciò che avevamo da raccontare – riferisce Giulio Maldacea, promotore del Comitato nazionale – Il Parkinson non è più solo una malattia che colpisce gli anziani, infatti sono sempre di più i giovani a cui viene diagnosticato. Uomini e donne di 30-40 anni, nel pieno dell’attività professionale, spesso con figli piccoli, sono costretti a rallentare i ritmi della loro vita, subendo spesso pesanti ridimensionamenti sul posto di lavoro e senza un riconoscimento adeguato di disabilità per una malattia che può essere molto invalidante“. I dati disponibili, rivelati presidente della Fondazione Grigioni per il morbo di Parkinson, Gianni Pezzoli, non sono ufficiali e si basano sulle vendite dei farmaci. Le ultime stime relative alla fine degli anni ’80, in possesso anche del ministero, riportano la presenza di 230 mila malati nel nostro Paese. Tra le principali criticità che i malati e le loro famiglie devono affrontare quotidianamente – sottolinea il Comitato – si riscontrano la mancanza di una terapia uniforme a livello nazionale, la difficoltà del reclutamento dei medicinali, il riconoscimento di efficaci tutele lavorative e di una adeguata invalidità, l’emersione delle situazioni illecite che comportano danni e complicazioni ai malati ed alle famiglie. Per rivendicare il diritto di avere informazioni, cure e servizi equamente disponibili sul territorio nazionale e per sollecitare una risposta esaustiva da parte delle istituzioni, è stata lanciata una campagna di raccolta firme al ink https://goo.gl/XmavUo. Durante l’incontro, il Comitato ha offerto la propria disponibilità per avviare una collaborazione finalizzata a creare un sistema virtuoso in sostegno dei malati per far fronte assieme ai problemi che ogni paziente affronta con difficoltà (accompagnamento alle terapie riabilitative, reperimento medicine, assistenza domiciliare), ma che “grazie alla rete delle associazioni volontarie dei parkinsoniani, diffuse a macchia di leopardo sul territorio nazionale, possono essere superate con il supporto della sanità pubblica“. Infine, entro il 31 settembre il Comitato presenterà al ministero un rapporto sulla situazione dei malati di Parkinson in Italia, che “evidenzierà le criticità e le possibili soluzioni per aiutare i pazienti“.