Mentre la “Cella di Hadley” invade il Mediterraneo, il flusso perturbato si abbassa in Europa: rischio eventi estremi

Mentre la cintura anticiclonica sub-tropicale si spinge sul Mediterraneo il flusso perturbato atlantico scende di latitudine causando fenomeni estremi

Nonostante la brevissima rinfrescata attesa nel fine settimana, che riguarderà soprattutto le regioni adriatiche e quelle del centro-sud, non sarà facile riuscire ad uscire da questo impianto configurativo che ci costringe a fare i conti con il gran caldo e una siccità prolungata su molte regioni italiane. Una situazione già vista nell’estate del 2015. In questi ultimi giorni il notevole rinforzo del “monsone di Guinea” ha fatto sbalzare il “fronte di convergenza intertropicale” fin sul Mali settentrionali e sul Niger centro-settentrionale, con l’umida circolazione monsonica da S-SO arrivata a sfondare in pieno Sahara, nella regione poco a sud del massiccio montuoso dell’Ahaggar, dove nei prossimi giorni si potranno verificare dei temporali sparsi nel deserto.

02Questa notevole spinta verso nord dell’ITCZ, all’altezza del Mali orientale e del Niger, sta purtroppo causando il sollevamento, forzato, della vastissima cintura altopressoria sub-tropicale, legata alla “Cella di Hadley” fino al cuore del mar Mediterraneo. In poche parole questa larga cintura di alta pressione, nota come “Cella di Hadley”, invece di sostare sul Sahara, suo luogo di origine, tende a sollevarsi sul Mediterraneo, dilatandosi fin sopra i 35°- 40° di latitudine nord. Proprio per questo motivo sarà difficile uscirne da questo incubo, a meno che si intravedono nuovi importanti cambiamenti nella circolazione atmosferica lungo le latitudini tropicali africane.

itcz (1)Cosa al momento alquanto improbabile, vuoi anche per la fase di neutralità di “ENSO” sul Pacifico orientale e della “MJO” che sta contribuendo a rigenerare il “forcing” convettivo nell’area tropicale. Al tempo stesso pero si riscontra pure un abbassamento di latitudine del flusso perturbato principale, ridossato al traverso delle Isole Britanniche, della Francia, Germania e Polonia, con le masse d’aria fresche di origine oceanica che sempre più spesso dal nord Atlantico si spingono verso il nord della Spagna, la Francia, il Belgio, l’Olanda, la Germania, i Paesi Baltici, la Polonia, la Bielorussia e la Russia.

2017071306_201707112302_2_stormforecast.xmlIn sostanza se l’aria calda invade e stagna sul Mediterraneo, mandando in “frontolisi” quei pochi fronti che riescono a sfiorare le Alpi, alle medio-alte latitudini l’aria fresca sub-polare guadagna una mezza fetta di emisfero, esaltando i contrasti termici con le basse latitudini e favorendo lo sviluppo di fenomeni temporaleschi particolarmente energetici. Queste correnti fresche e umide “canalizzandosi” sul margine più settentrionale del vasto campo di alta pressione presente sul Mediterraneo, a loro volta, per l’inasprimento del “gradiente termico orizzontale” (fra aria calda sub-tropicale stagnante sul Mediterraneo e aria più fresca temperata oceanica sul centro Europa), tendono ad accelerare percorrendo i bassopiani di Francia, Germania e Polonia, per giungere velocemente fino alla Bielorussia, le Repubbliche Baltiche, l’Ucraina e la Russia europea.

06Lungo la linea di demarcazione fra le differenti masse d’aria, quella molto calda di origine sub-tropicale (pompata dalla cintura anticiclonica sub-tropicale sul Mediterraneo) contro quella più fresca d’estrazione temperata oceanica (spinta dalla depressione d’Islanda), ora attestata sull’Europa centrale, i fortissimi divari termici ed anche igrometrici favoriranno lo sviluppo di intensi moti convettivi molto profondi (interesseranno tutta la colonna troposferica) capaci di generare fenomeni temporaleschi di forte intensità, a tratti localmente pure violenti, che si potranno accompagnare a nubifragi, grandinate, forti colpi di vento (“downbursts”) e possibili tornado.

TORNADO VIENNAPertanto nei prossimi giorni non bisognerà stupirsi più di tanto se alcune aree dell’Europa centrale e settentrionale, specie fra Francia, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca, Bielorussia, Ucraina e Russia europea, verranno investite da severe fasi di maltempo, con temporali di forte intensità e rischio di forti grandinate, con forti colpi di vento, attività elettrica molto intensa e persino la possibilità di fenomeni vorticosi, come quello osservato ad inizio settimana nelle vicinanze dell’aeroporto di Vienna.