Siccità: severità idrica alta per Lazio, Umbria e Marche

Da una ”severità idrica media” per il problema siccità nelle regioni Lazio, Umbria e Marche (relativamente all’Ato1 di Pesaro-Urbino) si passa alla condizione di ”severità idrica alta”. Lo ha stabilito la terza riunione dell’Osservatorio permanente sugli usi idrici riunito ieri pomeriggio nella sede dell’Autorità di Distretto dell’Appennino Centrale. Questa misura consentirà l’eventuale attivazione delle procedure a sostegno del settore agricolo previste dalla legge 102 del 2004, nonché l’eventuale concessione dello stato di emergenza, da parte della Protezione Civile, su richiesta regionale. Inoltre l’Osservatorio, in condizioni di severità idrica alta, potrà fornire il supporto informativo e operativo necessario a contribuire alla definizione delle decisioni per la gestione dell’eventuale emergenza da parte degli organi di Protezione Civile Nazionale e delle altre Autorità competenti. L’Osservatorio, voluto dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per far fronte alle carenze idriche registrate in questi ultimi mesi, ha affrontato in particolare la situazione di tre regioni italiane. Per il Lazio è stata confermata la delicata situazione del lago di Bracciano, dove l’11 luglio si registrava un livello di 23 centimetri al di sotto dello zero idrometrico. L’Osservatorio ha deciso la diminuzione delle portate emunte, che passano da 1300 a circa 1000 litri al secondo e confermato l’aumento delle portate rilasciate dall’invaso del Pertuso, a sostegno dell’idropotabile. Il gestore Acea Ato2 ha evidenziando un recupero di circa 105 litri al secondo dal controllo delle perdite sui manufatti idraulici e un recupero di circa 80 litri al secondo dalla ricerca delle perdite occulte di rete. Proprio ieri il ministro Galletti ha ricevuto rappresentanti del Comitato Difesa Lago di Bracciano, associazioni rivierasche, l’ente Parco e il deputato Emiliano Minnucci per un punto della situazione: il ministero chiederà a Ispra, già tra i componenti dell’Osservatorio, di verificare lo stato di salute e di consegnare un report di analisi delle condizioni del lago. Sotto esame anche la situazione della Province di Latina e Frosinone, per le quali i rispettivi sono segnalati deficit che oscillano dal -20 al -70%. Nel piano di interventi dell’L’Ato4 sono state messe in atto misure straordinarie che prevedono tra l’altro l’installazione dei dissalatori nel sud Pontino e l’intensificazione della ricerca delle perdite. Per la regione Umbria, cresce il deficit pluviometrico che oscilla dal 24 al 50%. L’area maggiormente sofferente è quella del bacino del lago Trasimeno: le ultime misurazioni attestavano un valore di -50 centimetri rispetto allo zero idrometrico. Anche qui sono state attivate le misure straordinarie necessarie per affrontare la criticità in corso e presentato il piano. Nella regione Marche il territorio particolarmente interessato dalla crisi idrica è quello dell’Ato1 Pesaro Urbino, le cui fonti di approvvigionamento sono di natura essenzialmente superficiale. Qui il deficit pluviometrico oscilla dal 15 al 25% e si è attivato il pozzo Burano, le cui acque fresche consentiranno di abbassare le temperature all’interno degli invasi di Tavernello e S. Lazzaro, consentendo la diminuzione della proliferazione algale negli invasi e l’aumento volumetrico degli stessi. Alla riunione hanno partecipato, oltre al Ministero dell’Ambiente, quello delle Infrastrutture e Trasporti, le Autorità di Bacino, tutte le regioni del Distretto, il Dipartimento della protezione civile, gli Enti d’ambito del servizio idrico integrato delle zone interessate dalle situazioni di scarsità idrica, i gestori, Anbi e Assoelettrica. La prossima riunione dell’Osservatorio si terrà il 27 luglio.

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