Spazio: all’asta a New York la borsa degli astronauti dell’Apollo 11

L'Apollo 11 ha rappresentato l'apice dell'esplorazione spaziale

Lightroom Photos/NASA

Va all’asta la borsa usata dall’astronauta statunitense Neil Armstrong, il primo uomo a posare il piede sulla Luna il 20 luglio 1969, per riportare a Cape Canaveral i primi campioni lunari. La sacca utilizzata da Armstrong sarà proposta giovedì prossimo da Sotheby’s a New York, in occasione del 48° anniversario del primo allunaggio della navicella spaziale Apollo 11, con il catalogo “Space Exploration”. L’Apollo 11 ha rappresentato l’apice dell’esplorazione spaziale. Quasi tutte le attrezzature di questa missione sono oggi ospitate presso la Collezione Nazionale degli Stati Uniti allo Air and Space Museum dello Smithsonian Institution a Washington, il che rende questo oggetto l’unico manufatto disponibile per la proprietà privata (stima 2/4 milioni di dollari). In asta ci saranno altri cimeli spaziali come il piano di volo dell’Apollo 13 con alcune note degli astronauti dopo l’esplosione; la testimonianza del primo uomo nello spazio, il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin. L’asta, guidata dalla borsa utilizzata da Neil Armstrong per raccogliere i primi campioni lunari, traccia anche la storia personale del primo uomo nello spazio e offre la documentazione utilizzata per riportare l’Apollo 13 sulla terrà. L’asta si apre con una serie di fotografie lunari, seguite dagli scatti di cinque navicelle spaziali senza equipaggio lanciate dalla Nasa, realizzate tutte tra la metà del 1850 e la fine degli anni Sessanta. Uno scatto del cratere Aristarco, fotografato il 18 agosto del 1967, è un ottimo esempio della fotografia lunare che verrà offerta e rappresenta solo una delle due copie conosciute (stima 100.000/125.000 dollari). Nel 1961 il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin fece la storia quando riuscì a circumnavigare il pianeta a bordo della navicella spaziale Sputnik – Vostok, prima di ritornare sulla Terra incolume. La testimonianza raccolta del primo volo realizzato dal cittadino sovietico Yuri Gagarin svoltosi il 12 aprile 1961 – il report ufficiale in lingua inglese del primo uomo nello spazio, preparato per essere presentato alla Federation Aéronatique Internationale – documenta fedelmente questo viaggio, con una stima pre-asta di 50.000/80.000 dollari. Il lotto sarà offerto 21 anni dopo il primo debutto da Sotheby’s a New York nel marzo del 1996. Gli Usa hanno seguito con particolare attenzione lo sviluppo del progetto Gemini, progetto che ha contribuito a spianare la strada per la storica camminata spaziale, avvenuta con le missioni Apollo. Il rivestimento termico della tuta spaziale di un Gemini G1C realizzato per Gus Grissom dalla David Clark Company nel 1962, accentua l’importanza di questo oggetto che sarà offerto con una stima di 40.000/60.000 dollari. In grado di garantire versatilità, sicurezza e comfort, questa speciale tuta è stata a lungo custodita presso la collezione del Museo dell’Aria e dello Spazio a Washington. Altro pezzo cruciale per la missione dell’Apollo 11: il piano di volo. Il catalogo d’asta presenta due fogli diversi del piano di volo: il primo contiene diverse note, sia di Neil Armstrong che di Buzz Aldrin sul loro ultimo giorno intero nello spazio, fino al rientro guidato sulla Terra (stima 25.000/35.000 dollari). Proveniente dalla collezione del pilota Buzz Aldrin, è accompagnato da una lettera dello stesso Aldrin con la scritta: “il piano di volo è stato il più importante documento connesso al successo della missione”. Un altro momento iconico della celebre camminata spaziale sarà offerto in asta: è una fotografia autografata da Buzz Aldrin e stimata 3.000/5.000 dollari. Così come per l’Apollo 11, anche il piano di volo dell’Apollo 13 rappresenta un altro momento decisivo per la storia dell’umanità (stima 30.000/40.000 dollari). Firmato dal pilota del modulo lunare Fred Haise, dal comandanote Jim Lovell e dal pilota del modulo di comando Jack Swigert , il documento è un’importante testimonianza delle azioni intraprese dell’equipaggio anche in seguito all’esplosione, ma soprattutto, un fedele report di una delle più dolorose e drammatiche missioni Apollo.