Terremoto: a Norcia si pensa alla ricostruzione, ma un caldo anomalo ritarda le operazioni

Norcia sembra quasi un cantiere, dove la voglia di ricostruire e tornare alla normalità la fa da padrona

LaPresse/ Marco Alpozzi

Norcia sembra quasi un cantiere, dove la voglia di ricostruire e tornare alla normalità la fa da padrona. Ma il caldo, quest’anno, è difficile da affrontare. In questi giorni la gente deve fare i conti con un’estate torrida, con temperature spesso sopra i 35 gradi. Roba rara per una citta’ dominata dai monti Sibillini. “Ma quest’anno e’ un’estate particolare”, racconta Claudio Bianchetti all’ANSA, dal patio della sua casetta di legno e acciaio che il Comune gli ha assegnato in quanto sfollato. “Non si sta male – racconta – anche se la temperatura interna raggiunge i 30 gradi, ma con alcune accortezze e se si tiene chiuso, si riesce a mantenere una situazione accettabile”.

In questo villaggio poco fuori dalle mura del centro storico, Raffaele Massi dice che “forse qualcosa si poteva fare meglio, ma confidiamo nell’arrivo di un po’ di fresco”. Poco piu’ in la’ un uomo sulla sessantina, con accento straniero, dice che a spaventarlo non sono i 33 gradi di calore, “bensi’ la burocrazia, che e’ peggio del caldo e del Terremoto messi insieme. Terremoto, burocrazia e caldo, sara’ un’estate tanto dura”. “Eravamo abituati a ben altre estati, rispetto al passato questa sara’ misera“, gli fa eco Fabrizio Ansuini, che vende anche lui prosciutti e altre specialita’ locali. Le considerazioni nascono dalle piazze e dalle vie vuote. “Dopo un maggio e un giugno promettenti, luglio e’ un disastro”, dice ancora Amilcare Rotondi da dietro le casse di frutta e verdura.

E non va meglio agli ambulanti che arrivano a Norcia il giovedi’ per il mercato settimanale, costretti a piazzarsi su uno sterrato lungo la strada Tre Valli a un chilometro e mezzo dalla citta’. Ma questa a Norcia e’ anche l’estate dei bambini e dei ragazzi. Per loro il Comune, associazioni private, il Cesvol Valnerina e singoli imprenditori del turismo hanno organizzato dei ‘campus’. Bimbi e ragazzini si ritrovano nei locali delle nuove scuole e nella tensostruttura messa a disposizione dai vigili del fuoco. Giocano, ridono e si divertono, e magari la vivono pure come l’estate migliore della loro giovane vita.