Terremoto: caseificio risorge e festeggia i 50 anni di attività

"Sono aziende come questa che fanno grande la nostra terra e che qualificano i nostri prodotti, eccellenze di livello internazionale"

Mario Sabatini - LaPresse

“Sono aziende come questa che fanno grande la nostra terra e che qualificano i nostri prodotti, eccellenze di livello internazionale. Imprese sostenute dalla capacita’ produttiva, legata a quella di saper sempre innovare, dalle competenze consolidate nel tempo e dalla forza di chi ci lavora, imprenditori e lavoratori che non si sono mai fermati e che sono stati in grado di rialzarsi piu’ forti di prima dopo le ferite inferte dal sisma”. Cosi’ il presidente della Regione e Commissario delegato alla ricostruzione post terremoto del 2012, Stefano Bonaccini, durante la cerimonia del 50/o anniversario di attivita’ del “4 Madonne Caseificio dell’Emilia” di Lesignana (Modena), alla quale ha partecipato insieme, tra gli altri, al sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli, al presidente del caseificio, Andrea Nascimbeni, e al presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli.

Dopo le scosse del 20 e 29 maggio 2012 la sede del caseificio di Lesignana di Modena ha subito danni alla scaffalatura del magazzino di stagionatura, andata completamente distrutta, ma non alla struttura muraria del magazzino stesso. Molte forme di Parmigiano Reggiano stagionate andarono perdute ma la lavorazione del Re dei formaggi non si e’ mai fermata. Con un contributo di oltre 125 mila euro – fondi per la ricostruzione – l’azienda ha potuto delocalizzare prodotti e produzioni in altra sede. “Essere qui oggi – sottolinea Bonaccini – e’ la prova che nel ricostruire l’Emilia ha saputo anche tutelare le proprie eccellenze e che dalle proprie eccellenze e’ ripartita”.

Il magazzino di stagionatura del “4 Madonne Caseificio dell’Emilia” di Lesignana danneggiato dalle scosse era costituito da quattro scalere a 22 ripiani di lunghezza di quasi 55 metri per una capacita’ complessiva di 33.572 posti forma. Otto scalere sono crollate completamente, le rimanenti sono state danneggiate in maniera comunque tale da non consentirne il riutilizzo anche con interventi di riparazione per adeguarle alle nuove norme emanate dopo il sisma.