Terremoto, consegnate le casette a Norcia: “Non chiamatele Sae”

"Finalmente abbiamo una casa e non chiamatela Sae (Soluzioni abitative di emergenza): l'emergenza l'abbiamo superata, adesso si riparte"

“Finalmente abbiamo una casa e non chiamatela Sae (Soluzioni abitative di emergenza): l’emergenza l’abbiamo superata, adesso si riparte”: a dirlo, all’ANSA, e’ Daniela Salvatori, una giovane mamma di due bambini appena entrata all’interno di una delle 37 casette consegnate oggi a Norcia.

“Poter ritornare dentro uno spazio tutto nostro significa molto, adesso posso affrontare il futuro con uno spirito diverso”, aggiunge. Chi non trattiene le lacrime e’ invece Clara Cesaretti, lei vivra’ nella casetta da sola: “Attendevo questo momento da un anno, oggi sono felice, ma e’ stato tanto brutto questo periodo“.

Antonio Aldo Schena non e’ la prima volta che si vede assegnare una casa di emergenza: “Mi fu consegnata anche dopo il Terremoto del 1979, ma allora erano molto diverse da quelle di oggi, all’epoca erano spoglie di tutto. Comunque oggi mi posso definire un uomo fortunato non perche’ ho ottenuto la Sae, ma perche’ il 30 ottobre scorso mi sono salvato per miracolo dal crollo della mia casa”.