Caccia in Sicilia, associazioni: “Il calendario venatorio una sciagurata dichiarazione di guerra contro la fauna”

Il mondo ambientalista punta il dito contro il calendario venatorio emanato dall'assessore all'Agricoltura della Regione siciliana

A cura di AdnKronos

In una Sicilia devastata dagli incendi che ancora in questi giorni stanno bruciando boschi, parchi e riserve ed estesissime aree rurali di particolare interesse per la fauna selvatica, con un caldo torrido e una siccità impietosa che stanno decimando gli animali selvatici sopravvissuti, il calendario venatorio rappresenta una incredibile e sciagurata dichiarazione di guerra contro la fauna“. A dirlo in una nota congiunta sono Wwf, Legambiente, Man e Lipu, che a livello nazionale avevano già avanzato la richiesta di sospendere la stagione di caccia, proprio per “questa situazione di vera e propria calamità ambientale e climatica“. Il mondo ambientalista punta il dito contro il calendario venatorio emanato dall’assessore all’Agricoltura della Regione siciliana, Antonello Cracolici, che dà il via alle doppiette il prossimo 2 settembre.
Nei giorni scorsi, inoltre, Wwf, Legambiente, Italia Nostra, Lipu e Man avevano inviato una diffida per chiedere che il calendario si uniformasse al parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). “E, invece, le scelte della Regione vanno nella direzione opposta -dicono-: il parere Ispra è stato largamente e gravemente disatteso proprio in materia di specie e periodi. Ad esempio, Ispra aveva chiesto di diminuire l’elenco delle specie cacciabili e di aprire la caccia solo a ottobre. Invece sono state inserite ben 13 specie di uccelli che censimenti e studi scientifici internazionali indicano come minacciate, rare o in declino preoccupante e, dunque, necessitanti di tutela anziché di caccia smodata. Prevista anche la ‘pre-apertura’ sin dal 2 settembre, una deroga ‘eccezionale’ per sparare anticipatamente a conigli, colombacci, tortore, merli, gazze e ghiandaie. Una iattura per la fauna, poiché la caccia a settembre comporta un gravissimo impatto sulle popolazioni selvatiche“.