Corea del Nord: 4 missili verso Guam, “con Trump può funzionare solo la forza”

Corea del Nord: "4 missili Hwasong-12 per un attacco a Guam"

La Corea del Nord torna a minacciare il lancio in tempi brevi di quattro missili Hwasong-12 a 30-40 chilometri dall’isola di Guam, dove gli Stati Uniti mantengono una base militare, come “avvertimento“, perché “con una persona priva di ragione come Donald Trump sembra che non sia possibile il dialogo, ma che solo la forza assoluta possa funzionare“. Il Presidente americano “ha espresso opinioni prive di senso, senza cogliere la grave situazione in corso“, ha affermato il generale Kim Rak Gyomm, comandante delle forze strategiche della Corea del Nord, secondo quanto rende noto l’agenzia ufficiale Kcna. “L’azione militare che il comando sta adottando sarà un rimedio effettivo per contenere le mosse agitate degli Stati Uniti in Corea del Sud e nelle sue vicinanze“, ha aggiunto il militare precisando che il piano sarà completato entro metà mese e in seguito i militari rimarranno in attesa dell’ordine del comandante in capo delle forze nucleari della Corea del Nord.

Il piano della Corea del Nord e’ diverso dalla minaccia lanciata ieri sera di colpire l’isola di Guam nel Pacifico dove sorge la base aerea di Andersen, sede dei bombardieri strategici americani: il piano illustrato nelle ultime ore dall’agenzia ufficiale Kcna prevede “solo” un azione dimostrativa, e cioè “il lancio simultaneo di 4 missili a raggio intermedio Hwasong-12 nelle acque ad una distanza tra 30 e 40 km dall’isola per interdire (la capacita’ operativa delle, ndr) forze nemiche nelle grandi basi militari di Guam e per dare un segnale cruciale di avvertimento agli Usa“. I missili impiegherebbero meno di 20 minuti per percorrere i 3.356,7 km per raggiungere il loro obiettivo vicino all’isola. I vettori sorvolerebbero lo spazio aereo nipponico sopra la prefettura di Shimane (accanto a Hiroshima).

Le minacce di ieri parlavano esplicitamente di colpire le basi Usa su Guam, ed ora restringono i limiti ad un’azione intimidatoria contro le forze Usa sull’isola, senza colpirle direttamente.