Incendi: 4.000 ettari di bosco distrutti nel Parco della Sila

Gli incendi che si sono registrati negli ultimi giorni nel territorio del Parco della Sila hanno provocato la distruzione di quattromila ettari di bosco

Gli incendi che si sono registrati negli ultimi giorni nel territorio del Parco della Sila hanno provocato la distruzione di quattromila ettari di bosco, con un bilancio che si aggrava di ora in ora. Lo riferiscono in una nota il Commissario straordinario ed il direttore facente funzioni dell’area protetta, Sonia Ferrari e Giuseppe Luzzi, che hanno partecipato ad una serie di riunioni per fare il punto della situazione.

I responsabili del Parco hanno anche inviato una nota al Comando dei Carabinieri forestale ed al Ministero dell’Ambiente per sottolineare “lo stato di emergenza in cui versano sia l’area protetta che quelle immediatamente circostanti, stato che si aggrava sempre piu’, e richiedere un maggior impegno in termini sia di uomini che di mezzi nelle operazioni di contrasto all’emergenza incendi”.

Il Commissario Ferrari ha rivolto anche un appello “a tutta la popolazione affinche’ svolga un ruolo di aiuto in questo momento di emergenza. Ripulire terreni incolti, segnalare tempestivamente i focolai d’incendio e segnalare alle autorita’ eventuali persone sospette puo’ fare la differenza”.

“Il Parco della Sila – ha detto, da parte sua, il direttore Luzzi – e’ un patrimonio di tutti. Pochi sconsiderati non hanno il ‘diritto’ di distruggere un patrimonio boschivo che ha pochi esempi in tutto il mondo. E’ stata cancellata in un colpo solo una pagina di storia: il piu’ grande intervento di difesa del suolo attivato nel passato, ossia il rimboschimento delle nostre montagne, attuato per opera degli operai idraulico forestali per prevenire il dissesto idrogeologico. A causa di questi incendi i nostri boschi non saranno piu’ in grado di svolgere questa funzione. E ulteriori problemi si avranno poi in inverno, poiche’ a causa degli incendi si forma uno strato idrorepellente, che impedendo l’assorbimento da parte dei suoli delle acque piovane potra’ essere causa di erosione e quindi di dissesto idrogeologico”.