“Lacrime di San Lorenzo”: la Luna potrebbe rovinare la pioggia di stelle cadenti

Le Perseidi, meglio note come "Lacrime di San Lorenzo", sono residui della disintegrazione della cometa Swift-Tuttle, e danno luogo a scie luminose estremamente caratteristiche

Quest’anno la Luna potrebbe rovinare l’osservazione delle “Lacrime di San Lorenzo“, le Perseidi, le stelle cadenti di agosto. Il picco è previsto dalla serata del 12 fino all’alba del 13: è possibile che in questo lasso di tempo possano essere viste solo un quinto delle stelle cadenti normalmente visibili dalla Terra, ciò perché il nostro satellite si troverà nella fase “Gibbosa calante”, cioè per tre quarti piena, e la sua luce intensa guasterà lo spettacolo tanto atteso. “Non è un buon anno” per osservare le Perseidi, ha spiegato alla Afp Robert Massey, direttore della Royal Astronomical Society di Londra. “Se ne potranno vedere forse 20 in un’ora, se si è fortunati“.

Molto dipende dalle condizioni meteo e dalla Luna: lo scorso anno il fenomeno è stato particolarmente intenso, con un numero di meteore visibili doppio rispetto alla norma, perché la Terra si è trovata ad attraversare una nube particolarmente densa di detriti lasciati dalla cometa. “Quest’anno ci aspettiamo circa 150 meteore l’ora, ma questo leggero aumento rispetto alla media verrà completamente vanificato dalla luminosità della Luna“, ha spiegato la NASA.

Il maggior numero di meteore dovrebbe essere comunque osservabile a partire dalla sera del 12 agosto, anche se le notti tra il 10 e il 15 potranno essere adatte per dar loro la caccia. Le scie luminose che potremo osservare in quei giorni sono prodotte da piccolissimi frammenti della cometa Swift-Tuttle che ogni anno incrociano la nostra orbita. Entrando con grandissima velocità nell’atmosfera terrestre, le particelle, grandi anche solo come un granello di sabbia, la ionizzano, creando le caratteristiche scie luminose.

Le Perseidi (che passa vicino al Sole ogni 133 anni, l’ultimo passaggio al perielio è avvenuto nel 1992 e per il prossimo occorrerà aspettare sino al 2126) danno luogo a scie luminose estremamente caratteristiche. Il nome dello sciame è determinato dalla posizione del radiante, il punto sulla volta celeste dal quale sembrano provenire le meteore, in questo caso nella costellazione del Perseo.