Maltempo, Coldiretti: sale il conto dei danni all’agricoltura per il clima estremo

Ecco quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’ondata di Maltempo

Un intero anno di lavoro per molte aziende agricole è andato perso per colpa di violenti nubifragi, anche con grandine, che si sono abbattuti nel Nord Italia, dove nel mese di luglio le piogge erano state praticamente dimezzate risultando inferiori del 47% alla media, con i terreni secchi per una grave siccità. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’ondata di Maltempo, che fa salire il conto dei danni di 2 miliardi di euro provocati all’agricoltura italiana dagli eventi estremi del clima del 2017. Su una agricoltura stremata dalla siccità, il Maltempo si è abbattuto a macchia di leopardo dal Trentino, dove sono stati colpiti pregiati frutteti e vigneti proprio nel momento della raccolta, al Veneto, dove interi filari di Merlot, Cabernet, Raboso e Prosecco sono stati rovesciati a terra. Serre di pomodori, peperoni e melanzane distrutte, annessi rustici scoperchiati e frutteti compromessi, secondo il primo bilancio dei tecnici della Coldiretti al lavoro affianco agli agricoltori di un’area tra le più produttive in fatto di tipicità e famosa per i vini della Doc del Piave. La grandine – sottolinea la Coldiretti – è la calamità più temuta dagli agricoltori in questa stagione perché provoca danni irreparabili alle coltivazioni vanificando il lavoro di un intero anno. Le precipitazioni non hanno peraltro scalfito lo stato di grave siccità dei campi, perché l’acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento, mentre gli acquazzoni aggravano i danni e pericolo di frane e smottamenti. “Siamo di fronte quest’anno – conclude la Coldiretti – al moltiplicarsi di eventi estremi con l’alternarsi di caldo anomalo, siccità, bombe d’acqua, grandinate violente e con il divampare di incendi che hanno colpito non solo boschi, ma anche animali allevati, pascoli, vigneti e uliveti, con un impatto devastante sull’ambiente, l’economia, il lavoro e il turismo“.