Ondata di caldo record: ecco perché la “Cella di Hadley” si dilata...

Ondata di caldo record: ecco perché la “Cella di Hadley” si dilata verso l’Italia

Ondata di caldo eccezionale: nei prossimi giorni non si esclude che nuovi record assoluti possano essere abbattuti

Che non sarebbe stato del tutto facile uscire da una situazione del genere lo avevamo già detto le scorse settimane. Ora pero bisogna avere molta, ma molta pazienza nel sopportare l’ennesima, ma anche più forte, ondata di calore dell’estate 2017. Soprattutto per le regioni, come Sardegna, Lazio, Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo, quelle a maggiore rischio per eventuali record, direttamente interessate dalla risalita dell’asse principale dell’onda mobile di calore, proveniente dagli “arroventati” deserti algerini. Quest’anno stiamo pagando a duro prezzo l’elevazione fino ai confini meridionali dell’Algeria, ben oltre la media climatologica, del “fronte di convergenza intertropicale” sul comparto africano occidentale. Tutto per merito dell’espansione verso nord del robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale, ubicato con i propri massimi di geopotenziale in quota fra il nord dell’Algeria e la Sardegna.

Prognose_20170802Questa notevole spinta meridiana del potente anticiclone sub-tropicale nord-africano, verso il bacino centrale del Mediterraneo, ha consentito una considerevole espansione (per “dilatazione”) della “Cella di Hadley”, stagnante sopra la vasta regione desertica del Sahara occidentale, verso l’Europa centro-occidentale, fra il sud della Francia, parte della Mitteleuropa e l’Italia. Una manovra ulteriormente favorita dalla risalita verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” sull’Africa occidentale. La formazione di questo robusto anticiclone sub-tropicale, evoluto in un autentico anticiclone di blocco, con massimi di geopotenziali piuttosto elevati che si sono elongati fin sul Mediterraneo, ha praticamente arrestato il flusso del ramo principale del “getto polare”, in uscita dal nord America e dal vicino Atlantico, costringendolo a deviare verso latitudini più settentrionali, mentre il “getto sub-tropicale”, più a sud, sembra quasi dissipato fra Atlantico e Mediterraneo occidentale, almeno temporaneamente.

ECMWF 8La notevole risalita verso nord dell’anticiclone sub-tropicale nord-africano è stata accompagnata dall’estensione di una ampia fascia di geopotenziali davvero elevati, che presentavano massimi davvero elevatissimi di ben 600 Dam a 500 hpa, tra il nord dell’Algeria e il tratto di mare a sud-ovest della Sardegna. Parliamo appunto di massimi di geopotenziale molto elevati, per non dire eccezionali per queste latitudini, che oltre a stabilizzare l’intera colonna d’aria, inibendo qualsiasi tipo di moto convettivo (data la presenza di un flusso di aria calda e molto secca, nella media troposfera, proveniente direttamente dal Sahara occidentale), hanno prodotto una estesa area di intense “Subsidenze atmosferiche”, estesa dall’Algeria fino all’Italia, caratterizzata da correnti discendenti che hanno compresso l’aria nei bassi strati, scaldandola ulteriormente e deumidificandola.

L’aria già in origine molto calda e secca, aspirata dagli arroventati deserti del Maghreb, con isoterme che superavano i +24°C +25°C a 850 hpa, lungo il bordo più occidentale della struttura anticiclonica di blocco, giunta all’altezza della Sardegna e del Tirreno è stata ulteriormente surriscaldata dalle “Subsidenze atmosferiche” indotte dai massimi di geopotenziale presenti in quota, che hanno compresso le calde masse d’aria, di origine sub-tropicale continentale, verso i bassi strati, rendendole ancora più roventi del solito. Il sensibile incremento della “compressione adiabatica” legato alle intense “Subsidenze”, l’intensa e prolungata insolazione diurna e la scarsa umidità, inibita proprio dalla “compressione” verso il basso delle masse d’aria, già in origine piuttosto calde (aria sub-tropicale), hanno comportato un sensibile aumento delle temperature nei bassi strati, arroventando per bene le vallate e le aree interne del territorio nazionale, a cominciare proprio dalla Sardegna, Lazio e Toscana.

ECMWF 7Ciò ha permesso ai termometri di molte località di Sardegna e Italia centrale di poter sfondare con una certa facilità il fatidico muro dei +40°C +42°C all’ombra, permettendo l’abbattimento di diversi record, alcuni assoluti come quello caduto ieri ad Alghero, dove ieri per la prima volta nella storia sono stati sfiorati i primi +43°C. Ma nei prossimi giorni non si esclude che nuovi record assoluti di caldo possano essere abbattuti, specialmente fra Lazio, Umbria e Toscana, così come in alcune località interne della Sardegna, dove si potranno raggiungere valori di oltre +44°C +45°C all’ombra, molto vicini al record assoluto di caldo dell’isola di +47°C detenuto da Muravera. Molti più numerosi saranno i record che cadranno nelle stazioni secondarie, anche se dal punto di vista statistico hanno un valore limitato, data la presenza spesso di serie piuttosto corte ai fini dell’elaborazione di una media climatica. Il picco di caldo ha raggiunto la massima intensità proprio nella giornata di ieri.

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