Orsa abbattuta in Trentino, Rossi: meglio questo che un bambino ferito

Orsa abbattuta in Trentino, Rossi: "Si è trattato di un esemplare recidivo, pericoloso per l'uomo"

Non siamo qui a gioire per l’abbattimento, ma meglio commentare questo tipo di soluzione che qualcosa di ben piu’ grave. Se questo esemplare in questi giorni avesse ferito un bambino o una famiglia con bambini saremo sicuramente a commentare qualcosa di diverso. Si e’ trattato di un esemplare recidivo, pericoloso per l’uomo e resosi protagonista del ferimento di due persone. Credo che l’abbattimento sia stato necessario“: queste le dichiarazioni del presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi in merito all’abbattimento dell’orsa KJ2 eseguito dagli uomini del Corpo Forestale trentino nella zona del Bondone. Lo scorso mese l’orsa aveva ferito a braccia e gambe Angelo Metlicovec di 69 anni tra i boschi di Terlago e nel 2015 aveva aggredito Vladimir Molinari a Cadine mentre stava passeggiando con il suo cane. “Bisogna usare scienza, coscienza e buonsenso per gestire gli esemplari pericolosi, esattamente come si fa in tutto il mondo dove quando questo pericolo sale oltre ad una certa soglia ed e’ documentato come in questo caso. Si procede all’abbattimento per garantire la sicurezza delle persone che viene prima di ogni cosa. In un periodo come Ferragosto in un’area popolata da turisti e residenti, difronte a due ferimenti di persone e di altri episodi importanti, tutte le regole scientifiche ma anche giuridiche indicano che questa era l’assoluta necessita’“. “Sono convinto di aver operato la scelta migliore nell’interesse del progetto Life Ursus e nella scelta delle persone. Non c’e’ da preoccuparsi che il Trentino torni indietro nell’idea di avere un territorio a misura d’uomo e anche a misura di fauna selvatica. Tutti i dati indicano che noi siamo fra i migliori assieme all’Alto Adige. Gestiamo la caccia in provincia di Trento con regole nostre e questo porta ad avere una fauna migliore rispetto al resto delle Alpi“.