San Lorenzo: stelle cadenti a rischio per l’inquinamento luminoso

L'Italia è il Paese del G20 con il più alto livello di inquinamento luminoso e che 8 italiani su 10 non sono più in grado di vedere un cielo stellato

La notte di San Lorenzo, il celeberrimo astronomico, rischia di essere oscurata dalle luci artificiali irregolari delle città e dal crescente inquinamento luminoso anche delle aree rurali. Per l’occasione l’associazione UPI rilancia la campagna “Riaccendiamo le stelle, spegniamo gli sprechi energetici“. Secondo UPI Green (Dipartimento di Ecologia e Green Economy dell’Università Popolare Interculturale) il fenomeno dell’inquinamento luminoso è in continuo aumento nel nostro paese e non coinvolge più solo le grandi città.

Con la campagna l’Upi rilancia l’obiettivo di stimolare le amministrazioni pubbliche e i cittadini alla riduzione dell’inquinamento ottico e luminoso nonché all’eliminazione degli sprechi energetici degli impianti di illuminazione esterna che non concentrano il loro fascio di luce verso il basso ma bensì a dispersione e verso l’alto.

La notte di San Lorenzo, l’evento astronomico meglio conosciuto come fenomeno delle stelle cadenti, è caratterizzato dalla visione ad occhio nudo dello sciame delle Perseidi. Per il 2017, il fenomeno della visione dello sciame sarà attivo e percepibile per diversi giorni e più precisamente tra il 10 e il 15 agosto ma con un picco di visibilità ricadente tra le notti tra il 12 e il 13 agosto. Le osservazioni vanno fatte con cielo sereno privo di nuvole e in un luogo buio poiché la luce artificiale interferisce sulla visione delle scie luminose, rivolgendo lo sguardo in direzione nord/est poco sopra la linea dell’orizzonte.

Recentemente, uno studio condotto da un gruppo internazionali di ricercatori e che ha coinvolto l’Istituto Italiano di Scienze e Tecnologia dell’inquinamento luminosi, l’Agenzia statunitense per l’atmosfera e gli oceani, l’ente americano dei parchi nazionali, il Centro tedesco di ricerca geologica e l’università israeliana di Haifa ha evidenziato che l’Italia è il Paese del G20 con il più alto livello di inquinamento luminoso e che 8 italiani su 10 non sono più in grado di vedere un cielo stellato.

Secondo l’Upi, l’oscuramento della visione delle stelle determinato dall’inquinamento luminoso non riguarda solo l’interesse di pochi ricercatori o appassionati di stelle ma tutti coloro che voglia avvicinarsi alla conoscenza di tutto quello che si trova al di fuori della nostra atmosfera, cioè l’intero Universo. Serve, dunque, un impegno di tutti per restituire, alla cultura dell’Uomo, un bene dal valore inestimabile, che non abbiamo il diritto di distruggere, ma il dovere di conservare. A giovarne non sarà solo la salvaguardia dell’ambiente naturale con i suoi bioritmi bensì, anche le nostre tasche determinato da una netta riduzione del consumo elettrico.