Siccità, CIA in Liguria: allarme rosso su olivicoltura e zootecnia

"Olivicoltura e zootecnia in Liguria sono i settori che con la siccità hanno patito di più e i dati sono da allarme rosso"

“Olivicoltura e zootecnia in Liguria sono i settori che con la siccità hanno patito di più e i dati sono da allarme rosso: per il settore zootecnico la stagione è compromessa con una perdita di prodotto sui pascoli di oltre il 50%. Sulla produzione di olive la stima al momento è attorno al 40-45% di prodotto in meno, qualora perdurasse la situazione e la mancanza di piogge“.

Così all’Adnkronos Ivano Moscamora, direttore regionale ligure della Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, commentando la situazione dei danni al comparto agricolo causati in Liguria dal prolungato periodo di siccità. Mentre la Regione Liguria continua i monitoraggi sul territorio e non si esclude la richiesta di stato di calamità, i produttori fanno i conti con una stagione a forte rischio dal punto di vista della produzione.

“In questo momento – spiega Moscamora – il settore che desta più preoccupazioni è la zootecnìa, è saltato almeno un taglio di foraggio per gli animali, i pascoli ormai sono secchi e sarà necessario fare rifornimenti. Chiaramente il gran caldo e la siccità hanno un’incidenza forte anche sulla diminuzione della produzione di latte, un danno di riflesso”. Per capire meglio l’entità del danno si dovrà attendere.

“Ma quando si fa un sopralluogo su un pascolo – ribadisce il direttore della Cia ligure – dove i tagli d’erba in stagione per foraggiare gli animali sono normalmente due ed il primo sfalcio è stato fatto a maggio, ora c’è polvere e non più altro. E’ chiaro che le aziende in stalla un po’ di foraggio di scorta lo hanno per rimpiazzare quello mancante, ma consumeranno anche quello e non ci sarà altro e a fine stagione si dovrà andare sul mercato a comprare fieno pagandolo caro”.

Preoccupa anche la produzione olivicola, tipica ligure.”La siccità così prolungata – prosegue il direttore regionale della Cia – agisce su un settore dove in questo caso ci sono meno impianti di irrigazione, meno possibilità di somministrare acqua e in generale la produzione è più esposta all’autoregolamentazione della pianta, che vede diminuire il prodotto”.

Una stagione che era partita abbastanza bene per la produzione di olive e che rischia di diventare molto complicata. “Cause atmosferiche come l’umidità hanno diminuito la produttività – sottolinea Moscamora – Il rischio è che anche intervenendo anche con l’irrigazione il frutto si ingrossi diventando più vulnerabile agli attacchi della mosca olearia, che con una situazione di questo tipo può incrementare il danno. Se piove nei prossimi 15 giorni si può pensare sull’olivicoltura a salvare un po’ la stagione ma si rischia di dover ricorrere ad altro per contrastare la presenza della mosca”.

In viticoltura invece il quadro generale sembra essere meno pesante.”Si parla però di anticipare la vendemmia – conclude il direttore della Cia – ed è complesso perché le rese saranno comunque più basse. Questo clima in cui non c’è grande differenza tra caldo di giorno e di notte fa rischiare un calo produttivo anche se prodotto al momento è sano. Per il resto sulla floricoltura ad esempio il problema serio è la disponibilità di acqua, quello del cuneo salino e della perdita di qualità dell’acqua che un dato molto preoccupante”.