Terremoto, Legambiente Marche: “Nella ricostruzione coinvolgere i Comuni”

E' stata approvata nei giorni scorsi in Consiglio Regionale delle Marche la legge che prevede la semplificazione burocratica per accelerare la ricostruzione post sisma

“E’ stata approvata nei giorni scorsi in Consiglio Regionale delle Marche la legge che prevede la semplificazione burocratica per accelerare la ricostruzione post sisma. “Con stupore e sgomento apprendiamo che, invece di lavorare in squadra con i comuni, gli enti locali e le forze sociali, la Regione Marche ha deciso di prendere la scorciatoia della deroga al Piano Paesistico Ambientale Regionale, ai Piani Territoriali Coordinamento provinciali e ai Piani Inquadramento Territoriali, frutto di tanti anni di maturazione della coscienza ambientale e della gestione del rischio idrogeologico, sismico e da alluvioni, pensando cosi’ di velocizzare la ricostruzione – dichiara Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche.

“Nel processo di ricostruzione post sisma – aggiunge la Presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muroni – e’ fondamentale coinvolgere le comunita’ locali, perche’ solo attraverso un protagonismo e una partecipazione attiva dei cittadini si potra’ davvero far ripartire questi territori in maniera piu’ forte, rilanciando allo stesso tempo una nuova idea di sviluppo e benessere dell’Appennino centrale capace di invertire il fenomeno dello spopolamento di queste aree aggravato dal sisma. E in questa partita siamo convinti che l’attenzione al patrimonio storico culturale e a quello naturale paesaggistico possono dare un grande contributo alla ripresa e allo sviluppo delle attivita’ economiche locali di questi territori”.

Per Legambiente, inoltre, sono centrali alcuni passaggi e alcune scelte che possono contribuire all’accelerazione della ricostruzione delle comunita’, delle economie e degli edifici. Beni Culturali: e’ necessario portare a termine i lavori di recupero e messa in sicurezza dei beni culturali ancora sotto le macerie, attraverso un cronoprogramma delle priorita’ e delle urgenze su cui intervenire.

Inoltre e’ necessario potenziare la presenza dei funzionari del Mibact per il monitoraggio, controllo e messa in sicurezza delle macerie di interesse storico-architettonico per recuperare i materiali di pregio e per accelerare le operazioni di rimozione delle macerie, anche attraverso l’utilizzo dei volontari del Gruppo Protezione Civile Beni Culturali di Legambiente Marche che hanno operato nel recupero delle macerie lo scorso dicembre a Posta, in provincia di Rieti.

Inoltre secondo Legambiente e’ fondamentale avviare un piano di riordino e gestione dei depositi temporanei delle opere recuperate per iniziare un percorso di restauro, valorizzazione e fruizione dei beni culturali. Questo e’ un passo fondamentale per iniziare a ricostruire la comunita’ e strutturare percorsi di rinascita e ritorno dei cittadini, dei turisti e dell’economia locale nelle aree colpite. Legambiente, nel corso dell’emergenza aquilana, oltre ad avere collaborato al recupero dei beni culturali, ha partecipato concretamente alla gestione dei depositi in cui sono state ricoverate le opere d’arte sottratte alle macerie. Macerie: nessuna ricostruzione potra’ partire senza aver prima rimosso completamente le macerie.

I numeri stimati sui detriti presenti in strada sono sicuramente al ribasso e i tempi previsti per la rimozione troppo ottimisti. Mantenendo alta l’attenzione e il rispetto delle normative a tutela della salute e dell’uomo – prosegue Legambiente – crediamo necessario accelerare i tempi della rimozione. Riteniamo, inoltre, che la logistica per il trattamento delle macerie possa essere migliorata, anche attraverso accordi con privati, con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti dei mezzi e il conseguente risparmio economico e ambientale. Scuole: lavorare per la realizzazione di scuole di ambito sovracomunale significa iniziare a costruire la comunita’ dell’Appennino, in grado di fare rete, mettere insieme consapevolezze e identita’ territoriali, per porre le basi di una comunita’ piu’ forte e coesa, in grado di ricostruire e offrire servizi piu’ innovativi, piu’ competitivi e attrattivi.

Nuovi centri di aggregazione e di produzione culturale intercomunali, spazi di integrazione e superamento dell’isolamento delle aree interne, luoghi multifunzionali di interesse per tutta la comunita’. Questa e’ l’idea che sta alla base di scuole capaci di futuro e in grado di essere reali motori culturali, capaci di costruire competenze nuove, di lavorare sull’integrazione ed essere un servizio innovativo in grado di rispondere alle esigenze di un Appennino contemporaneo, che sa guardare con coraggio alla ricostruzione e al futuro.